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La Lezione di Economia Marche

“Gestire il talento: la sfida delle imprese del XXI secolo”

Rivista-1“Gestire il talento: la sfida delle imprese del XXI secolo” sarà questo l’argomento della Lezione che il professor Alfonso Gambardella  terrà venerdi 22 maggio ad Ancona alle ore 11 presso la Facoltà di Economia “Giorgio Fuà”.

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Le imprese oggi dipendono meno dalle macchine e molto dalle competenze e dalle capacità manageriali e innovative delle persone. Saper gestire chi ha queste capacità è perciò cruciale. La lezione del Professor Gambardella parte dalla constatazione che gli individui di talento non sono motivati soltanto da incentivi pecuniari, ma anche dall’autonomia nel prendere decisioni. Ad esempio, un manager ha idee su come portare avanti una politica di prodotto, un dipendente a cui si affida uno spinoff è motivato dal fatto di governare l’unità che gli viene affidata, un inventore vuole scegliere i suoi progetti. Delegare queste decisioni ha diversi vantaggi, ma può orientare le scelte più verso gli obiettivi di chi le promuove che dell’azienda nel suo complesso. La lezione discute quando i vantaggi dell’autonomia superano gli svantaggi e viceversa. Nel fare questo si pone alcune domande chiave sui processi decisionali e sul governo delle imprese del XXI secolo.

 

 

AG PictureIl prof. Alfonso Gambardella è professore ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università Bocconi di Milano. Laureato in Economia e commercio presso l’Università di Genova. Master in Economics presso la New York University. PhD in Economics presso la Stanford University. Co-Editor di Strategic Management Journal, una delle principali riviste al mondo di management. Chair-Elect della Divisione Business Policy and Strategy della US Academy of Management. E’ autore di articoli pubblicati nelle principali riviste internazionali di economia e management e di diversi volumi. Il suo libro più conosciuto è Markets for Technology, 2001, MIT Press (con A.Arora e A.Fosfuri). I principali interessi di ricerca del prof. Gambardella riguardano l’economia dell’innovazione e del cambiamento tecnologico e le relazioni fra innovazione e strategie aziendali.

 

I valori dei marchigiani: Le due velocità della ripresa

Identità e valori dei marchigiani

Le due velocità della ripresa

 

La nuova ricerca sui valori e l’identità dei marchigiani, commissionata al Censis dalla Fondazione Merloni, è stata presentata venerdì 17 Aprile ad Ancona, presso la Facoltà di Economia Giorgio “Fuà”. All’evento hanno partecipato il Presidente della Regione Gianmario Spacca, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, il Presidente della Fondazione Merloni Francesco Merloni, Giuseppe e Giulio De Rita per il CENSIS, Mario Bartocci e il sociologo Francesco Orazi.
I lavori sono stati coordinati dal professor Donato Iacobucci, e all’evento ha preso parte un nutrito e qualificato gruppo di ospiti, assieme ai tanti che hanno seguito la diretta via Twitter dell’evento, che ha toccato le 63.000 visualizzazioni, segno evidente dell’interesse suscitato dall’evoluzione dell’identità dei marchigiani. Per i risultati dello scorso anno, si veda l’articolo sul sito della Fondazione Merloni sui valori dei marchigiani nel 2013.

Locandina Valori Marchigiani- Censis / FondMerloni

La locandina dell’evento di Censis e Fondazione Merloni sui valori dei marchigiani

 

Come sono cambiati durante la crisi i valori della società marchigiana?

La ricerca del CENSIS sui valori dei marchigiani ha evidenziato una divaricazione tra chi ha cercato di adattarsi alla crisi di aspettative e livelli di vita, e chi invece si è messo a correre per non soccombere.

Da un lato, le Marche che “corrono”, e che tra  il 2009 (l’anno del tonfo) e il 2013 hanno visto l’export aumentare del 45%, ben oltre i livelli pre-crisi, e con ancora un balzo del 7,5% nei primi tre trimestri del 2014: i valori dei marchigiani che corrono sono quelli dell’internazionalizzazione e dell’innovazione. La nostra regione è rimasta stabilmente al terzo posto in Italia per crescita della propensione all’export dal 2008 al 2013, e anche nelle nuove generazioni c’è chi si prepara ad affrontare queste sfide: nell’ultimo anno,  1000 giovani sono partiti per l’Erasmus dai nostri Atenei, l’1,8% degli iscritti, contro l’1,4% della media italiana e l’1,5 della media europea.

Il 62% delle imprese marchigiane che hanno retto alla crisi dichiarano di aver “giocato d’anticipo, innovando i prodotti e cercando nuovi ambiti di mercato”, ma anche cercando forme di collaborazione tra imprese: si è consolidato il modello a filiera, più cooperativo di quello tradizionale del distretto, ma con legami meno solidi, sia tra le imprese che rispetto al territorio, anche per la difficoltà di garantire i livelli occupazionali.

C’è poi un fronte interno, una società che non solo ha retto alla crisi, dando prova di resilienza, ma che si è ricompattata senza cedere all’immobilismo, trovando una nuova identità: una componente “adattativa”, che ha posto le basi di una civiltà fondata su valori condivisi da una larga parte dei marchigiani, come

- La solidarietà: negli anni della crisi l’associazionismo nelle Marche si è rafforzato; i cittadini che a vario titolo ad associazioni culturali sono aumentati del 17% e oggi rappresentano più del 10% della popolazione, mentre nel resto del Paese il dato è rimasto stabile; il numero di coloro che prestano attività gratuita per associazioni di volontariato è aumentato del 34%, le persone che nel 2014 hanno versato un contributo a qualche associazione sono il 17% contro le 15,8 del 2008, un aumento del 7,5% contro la flessione del 8,2% italiana. Confermando i risultati dello scorso anno, l’89% dei marchigiani si dice pronto a far visita agli ammalati, contro l’82% della media italiana.

- La voglia di stare insieme, la socialità diffusa, la riscoperta del lato ludico della vita: dai giochi di ruolo dal vivo al ballo tradizionale di gruppo. Dal 2010 ad oggi queste manifestazioni collettive hanno visto un aumento del 5%, in controtendenza col -8% del resto del Paese, e la partecipazione a sagre e manifestazioni all’aperto negli ultimi 4 anni è aumentata del 23%.
I giochi di ruolo dal vivo, in particolare, si presentano come un fenomeno nuovo e significativo, con un aumento del 20% nel corso dell’ultimo anno. Si tratta di fenomeni che mostrano come nei valori dei marchigiani un ruolo importante sia giocato dalla ricerca di identità condivise, che possano rendere di nuovo solido ciò che la crisi ha reso liquido.

- La riscoperta del territorio come spazio condiviso: il 25% delle associazioni sportive marchigiane non utilizza impianti sportivi tradizionali, ma svolge le proprie attività in spazi pubblici all’aperto.

- Ancora e sempre la famiglia, al centro dei valori: il 92% dei marchigiani sente la spinta a voler contribuire al benessere della propria famiglia, contro l’83% degli italiani.

- La sobrietà dei consumi (dall’inizio della crisi i consumi sono diminuiti del 7% nelle Marche, contro il -5% italiano, cala del 22% il consumo di cibi grassi contro il -12%, nazionale, crolla del 32% l’acquisto di capi di abbigliamento, ma solo del 9 l’investimento del tempo libero.

- Il peso della cultura: in controtendenza col Paese, aumenta del 9% l’investimento in formazione, mentre “Il giovane favoloso”, il film sulla vita di Leopardi, è stato nel 2014 il secondo film più visto dai marchigiani, relegando i “cinepanettoni” al 10° posto.

- Fare un lavoro importante è uno dei valori più importanti solo per il 56% dei marchigiani, mentre fare qualcosa che sia apprezzato dagli altri è importante per il 76% (7 punti percentuali in più rispetto al resto d’Italia).

La qualità della vita, il rispetto del territorio, il miglioramento continuo della filiera enogastronomica, il rafforzamento dell’orgoglio “di campanile”, sono altri valori fondamentali per definire l’identità dei marchigiani: il 71% dei marchigiani vogliono contribuire allo sviluppo del loro territorio, contro una media italiana del 64%, e il 36% dei marchigiani sente di vivere in una zona caratterizzata da una forte coesione sociale, contro il 26% degli italiani.

Nel “cortile di casa” dei marchigiani si è quindi sviluppata una società con valori forti, in grado di resistere ai peggiori effetti della crisi, in parte grazie al contributo di chi si è messo a correre, e in parte grazie alla rete di ammortizzatori formali e informali: sempre di più, però, si tratta di una società che tende a diventare autosufficiente, a  bastare a se stessa. E forse, anche coloro che ora girano il mondo “correndo”  apprezzeranno il ritorno a un cortile di casa bello e pensante.

 

Rassegna stampa 

 

Identità e valori dei marchigiani – Una ricerca del CENSIS per Fondazione Merloni

 

TGR Rai – Identità e valori dei marchigiani – Censis e FondMerloni, 17 Aprile 2015

 

 

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Ricerche

Progetti di ricerca su iniziativa propria o su commessa di terzi, riguardanti temi di attualità in campo economico e sociale o indagini su argomenti specifici.

Pubblicazioni

La rivista “Economia Marche – Journal of applied economics”
I Quaderni della Fondazione Merloni.
Le monografie.

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