Orizzonte Europa : 10 proposte per i fondi europei

Alla conferenza Orizzonte Europa di venerdì 18 dicembre 2015, la Fondazione Aristide Merloni ha presentato i risultati di un’inchiesta sull’utilizzo dei fondi europei nelle Marche.

All’appuntamento, in una Loggia dei Mercanti al completo, hanno preso parte Francesco Merloni e Enrico Letta: la Fondazione ha presentato le sue 10 proposte per aiutare imprese e istituzioni delle Marche a sfruttare al massimo le opportunità offerte dalla programmazione 2014-2020.

 

Dall’indagine della Fondazione Aristide Merloni, realizzata su un campione significativo di 130 imprese regionali, è emerso un uniforme utilizzo per i fondi europei nel periodo di programmazione 2007-2013: il 56% del campione ha dichiarato di aver utilizzato i fondi, un dato che prescinde dalle dimensioni d’impresa. Le piccole imprese con fatturato sotto i 2 milioni di Euro hanno infatti registrano un utilizzo del 62%, addirittura superiore alla media del campione.

A questo dato corrisponde un conseguente grande interesse per la programmazione 2014-2020, di nuovo uniforme in tutte le classi dimensionali: lo dichiara l’88% del campione, pur con un 55% di imprese che ancora non conoscono le nuove opportunità.

Le imprese hanno utilizzato i fondi UE soprattutto nel settore della ricerca e innovazione (70%), oltre che per infrastrutture materiali (41%); internazionalizzazione e marketing (40%); formazione e risorse umane (26%). Associazioni di categoria (52%) e consulenti esterni (45%) sono stati le principali fonti di informazione delle imprese rispetto ai fondi: solo il 32% si è affidata a enti istituzionali (32%), molto poche alle proprie risorse umane interne (13%).

Questo è sintomo anche di una tendenza delle imprese all’esternalizzazione dell’europrogettazione (buy rispetto al make): il 93% delle imprese non ha infatti risorse umane interne esclusivamente dedicate alle attività di progettazione europea.

Alla nuova programmazione, i settori produttivi extra-agricoli (artigianato, industria, servizi e grandi imprese) guardano soprattutto per investire su ricerca e innovazione (71%); internazionalizzazione (46%); formazione e risorse umane (36%); reti immateriali ICT (32%). Per i loro omologhi attivi in agricoltura, i progetti prioritari 2014-2020 riguardano investimenti di sviluppo, trasformazione e commercializzazione (51%); internazionalizzazione e marketing (45%); multifunzionalità dell’impresa agricola (38%); aggregazioni di filiera (30%).

Tramite i fondi europei, le imprese ottengono maggiore “liquidità”, anche in relazione alla riduzione delle altre forme di incentivazione pubblica, ma  sostengono anche la propensione al rischio e le decisioni di investimento, stimolando l’innovazione e la modernizzazione dell’impresa  a livello tecnologico e organizzativo.

Le imprese hanno rilevato anche una serie di criticità, tra cui le tempistiche disallineate col mercato e la complessità delle procedure: carente anche l’attività nazionale di lobbying di sistema su scala internazionale, rispetto alle imprese del Nord Europa. Le aziende desidererebbero anche una informazione più “customizzata”, specializzata e su misura delle esigenze operative aziendali: la carenza di tale informazione è rilevata dal 66% del campione.

Dall’analisi dei risultati del rapporto, la Fondazione Aristide Merloni ha elaborato 10 proposte per aiutare le imprese delle Marche a cogliere appieno le opportunità offerte dai fondi europei:

1. Sviluppare un’azione strutturata e coordinata di lobbying a Bruxelles, la “coalizione Marche”;

2. Calendarizzare pubblicamente l’uscita dei bandi europei su scala pluriennale per dare certezze alle imprese, realizzando anche il portale digitale integrato sull’Europa del sistema-Marche;

3. Promuovere programmi di animazione territoriale “su misura” di settori e dimensioni d’impresa;  

4 Incrementare l’operatività dei programmi di assistenza tecnica nei POR dei fondi europei;

5. Attivare voucher di progettazione esecutiva a valere sui fondi europei diretti e indiretti;

6. Sviluppare progetti di tutoraggio diretto delle piccole imprese: temporary manager e giovani laureati per l’europrogettazione;

7. Ridurre i tempi dei procedimenti e incrementare gli anticipi finanziari per le piccole imprese;

8. Promuovere una piattaforma digitale di domanda/offerta di partenariati;

9. Semplificare le reti d’impresa nei bandi generali, e al contempo specializzare i bandi per promuovere le filiere aziendali;

10.Concentrare gli interventi su progetti di smart specialisation, digital economy e internazionalizzazione.

Orizzonte Europa – Rapporto

Orizzonte Europa – Il video della conferenza