L’analisi di Simona Iammarino per la Lezione 2016

Simona Iammarino: "Multinazionali e sviluppo locale" per la Lezione di Economia Marche 2016, ad Ancona

 

Un successo la Lezione di “Economia Marche” 2016, dal titolo “Multinazionali e Sviluppo Locale“: lo scorso 30 Maggio un pubblico qualificato di docenti, studenti e curiosi ha affollato la Sala Consiglio della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.

Simona Iammarino, Head of Department e Professor of Economic Geography presso il Department of Geography and Environment della London School of Economics, ha sintetizzato e discusso l’evidenza empirica fin qui disponibile riguardo all’impatto sui sistemi locali dei crescenti investimenti esteri delle multinazionali; sia con riferimento agli inward foreign investment (cioè gli investimenti in entrata) sia agli outward investment (cioè agli investimenti all’estero delle imprese locali).

La prof.ssa Iammarino ha all’attivo numerosi articoli teorici e empirici sull’argomento. Di recente ha pubblicato assieme a Philip McCann “Multinationals and economic geography“, testo che è il punto di riferimento per gli studi sull’impatto dell’attività delle multinazionali sui sistemi locali.

La Lezione di "Economia Marche 2016" con Simona Iammarino : Multinazionali e Sviluppo locale

Investimenti esteri e acquisizioni: il quadro post-crisi

Nonostante l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sia concentrata soprattutto sui crescenti investimenti delle multinazionali nei paesi emergenti, ancora oggi una parte importante dei flussi di investimento, all’origine e alla destinazione, riguarda i paesi avanzatiL’Italia è un paese tradizionalmente poco attraente per gli investimenti esteri, sia per problemi di contesto sia per la prevalenza di piccole e medie imprese a gestione familiare.

Tuttavia, l’acquisizione di imprese italiane da parte di gruppi esteri è aumentata negli ultimi anni, anche per effetto della lunga crisi post-2008. Il fenomeno ha interessato anche le Marche, con una significativa accelerazione negli ultimi anni, soprattutto da gruppi multinazionali riferiti agli USA e alla Cina.

Allo stesso tempo, sono cresciuti anche i flussi di investimento all’estero da parte delle imprese nazionali e regionali. Le imprese più dinamiche, infatti, hanno compensato la stagnazione del mercato nazionale con un crescente attivismo verso l’estero, sia rispetto alle vendite nei paesi esteri (export) sia con attività produttive direttamente controllate in questi paesi.

Le multinazionali promuovono l’innovazione nel territorio in cui operano ?

L’atteggiamento dei governi e dell’opinione pubblica nei confronti dei crescenti flussi di investimento estero è spesso contraddittorio. Nel caso delle acquisizioni di imprese italiane da parte di multinazionali estere si teme la perdita di autonomia delle imprese italiane nella definizione delle proprie strategie; ciò può comportare la perdita di know how e il progressivo impoverimento del sistema locale nel quale è insediata l’impresa acquisita.

D’altra parte, soprattutto a causa della crisi, l’acquisizione di imprese italiane da parte di multinazionali estere è vista anche come opportunità di crescita e di rilancio di imprese che sarebbero state altrimenti destinate al declino. Poiché i processi di creazione, acquisizione e diffusione delle nuove conoscenze sono divenuti fondamentali nello sviluppo locale, uno degli aspetti trattati della Lezione (e fin qui relativamente trascurati dalla letteratura) riguarda le conseguenze della presenza delle multinazionali sulla capacità innovativa dei sistemi locali di insediamento.

L’analisi condotta in alcuni paesi europei dimostra che la presenza di multinazionali può avere un effetto positivo sulla capacità innovativa delle altre imprese presenti nello stesso sistema locale. Tuttavia l’effetto non è scontato e dipende dalle caratteristiche del sistema locale e delle sue imprese.

Le multinazionali e i rischi delle delocalizzazioni

Ancora più controversa è l’atteggiamento relativo ai crescenti investimenti esteri delle imprese italiane, e al rischio di delocalizzazioni. Da una parte i processi di internazionalizzazione sono considerati come inevitabili per alimentare lo sviluppo e la competitività delle imprese. Dall’altro, il controllo di attività produttive all’estero è considerata una potenziale minaccia per il mantenimento dell’occupazione nel sistema locale di origine dell’impresa.

Nel caso degli investimenti all’estero delle imprese locali (outward investment) l’analisi dimostra che i processo di delocalizzazione hanno un impatto fortemente negativo per l’occupazione di lavoro poco qualificato  e uno debolmente positivo per gli occupati con maggiore istruzione e qualificazione. L’impatto negativo è quindi maggiore nella aree caratterizzate da industrie tradizionali e meno innovative.

Clicca qui per scaricare le slides della Lezione: Simona Iammarino – Imprese multinazionali e sviluppo economico locale.

Dal minuto 05.15 al minuto 07.14, il servizio del Tg Regione di Rai 3.

Il Corriere Adriatico parla della Lezione con Simona Iammarino

La Lezione di Economia Marche 2016 sul Corriere Adriatico