Temporary Manager, consegnati i diplomi: “Fondi europei, non perdere occasione”

Studenti Master Temporary Manager Europrogettazione Fondazione Merloni

Si è svolta nella mattinata di lunedì 4 Luglio la consegna dei diplomi del Master in Temporary Manager per l’Europrogettazione d’Impresa, il percorso formativo che la Fondazione Aristide Merloni ha realizzato in collaborazione con Confindustria, CGIL, CISL, UIL, CNA e Confartigianato.

Durante la cerimonia, con 28 studenti tra neolaureati, liberi professionisti e funzionari delle organizzazioni coinvolte che hanno ritirato i loro attestati, spazio anche ad un approfondimento sulle sfide che si trova a fronteggiare il processo di integrazione europea.

I diplomi del corso Temporary Manager per l'Europrogettazione

Il Temporary Manager per l’Europrogettazione: un professionista al servizio dell’impresa

Missione Impresa e Master Temporary Manager: due percorsi formativi caratterizzati da una forte vocazione pratica, dal coinvolgimento delle organizzazioni sociali del territorio e dall’attenzione ai cambiamenti del mercato: quella del Temporary Manager è infatti una figura professionale delineata, dal ruolo più complesso rispetto a un consulente, e che è particolarmente adatta a inserirsi nel nostro contesto di piccole e medie imprese, affiancandole per periodi determinati nella realizzazione di progetti specifici.

L’obiettivo di preparare adeguatamente queste figure è stato perseguito dalla Fondazione in collaborazione con Co.Mark, la principale società italiana del settore, con una importante proiezione in Spagna e rilevanti collegamenti internazionali, grazie alla partecipazione al Parco Tecnologico “Kilometro Rosso”.

Un punto di forza, e un elemento fortemente innovativo del corso, è stata la scelta di coinvolgere nell’organizzazione e nella scelta dei corsisti le organizzazioni datoriali e sindacali della Regione Marche: nelle parole dell’Ingegner Merloni, il corso “ha riunito assieme tutte le forze della nostra regione, stare qui insieme con gli artigiani, con le confederazioni del alvoro, con gli industriali, mi sembra un grande successo. Se non uniamo le forze, non riusciremo a sfondare e a riprendere lo slancio che ha avuto la nostra regione.

Un tema che è stato ripreso anche dai rappresentanti delle organizzazioni sociali della nostra regione: il Presidente di Confindustria Bruno Bucciarelli ha sottolineato come questo corso sia stato un punto di partenza, per favorire nuove occasioni di lavoro e la conoscenza delle opportunità offerte dall’Europa alle imprese.

Graziano Fioretti, segretario regionale della UIL, ha auspicato che il Master possa contribuire a colmare il ritardo nella distribuzione e nell’informazione sui benefici della costruzione europea, mentre Sandro Tiberi, Presidente di Confartigianato Marche, ha lanciato un appello all’adattamento e all’innovazione, per rispondere alle esigenze di uno scenario economico in radicale mutamento.

Roberto Ghiselli, segretario regionale della CGIL, ha lodato il metodo della Fondazione di tenere insieme imprese, lavoratori, università e ricerca per vincere sfide troppo difficili da cogliere singolarmente, e la scelta di dedicare il percorso alle politiche comunitarie, strumento di programmazione e politica economica. Marco Ferracuti, segretario della CISL, ha infine lanciato la sfida dei fondi diretti, gestiti direttamente da Bruxelles su partenariati transnazionali, occasione per un salto di qualità nell’azione delle nostre imprese.

Crisi dell’Euro e Brexit, le sfide all’integrazione europea

In cattedra per l’ultima lezione del corso il dottor Marco Bellardi, funzionario della Regione Marche, e il professor Piero Alessandrini dell’Università Politecnica di Ancona, entrambi docenti del corso, che hanno presentato il cammino dell’Unione tra la crisi finanziaria globale, le difficoltà del settore bancario e quelle dell’Euro, con un occhio alla Brexit e uno alle prospettive della strategia adriatico-ionica.

Le turbolenze del settore bancario e i rischi della Brexit sono stati ripresi dall’Ingegner Francesco Merloni nel corso del suo intervento. Il Presidente della Fondazione si è ricollegato al Professor Alessandrini, che ha ricordato come gli interventi statali a tutela del settore bancario siano stati in Europa e negli USA uno strumento importante di stabilizzazione dell’economia, che l’Italia ha scelto di non utilizzare (i dati della Banca d’Italia hanno recentemente mostrato come la spesa italiana sia stata di uno 0,2% tramite i Monti-bond, a fronte di una media del 4-5% nella gran parte degli altri Paesi UE).

Francesco Merloni è intervenuto quindi ricordando l’impegno suo e della comunità produttiva marchigiana, d’intesa col Governo Letta, per la ricapitalizzazione di Banca Marche, scontratosi però proprio con la prudenza della Banca d’Italia.

Sul tema della Brexit, pur rammaricandosi dell’esito del referendum, il Presidente Merloni ha invitato a cogliere l’occasione per rilanciare con ancora più coraggio la strada dell’Europa: “Bisogna dirlo chiaramente, a ostacolare in ogni modo il processo di integrazione è stata la Gran Bretagna: la Brexit potrebbe essere anche uno scatto positivo, una maggiore possibilità di raggiungere una nuova configurazione unitaria ma più limitata.  Sono fiducioso che se prendiamo questa crisi come opportunità di cambiamento potremo raggiungere obiettivi che sarebbero stati ben più difficili con la Gran Bretagna dietro l’UE”.

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Cogliere la sfida dei fondi europei , riprendere la strada della crescita

Concludendo la giornata, il Presidente Merloni ha invitato la comunità marchigiana a prendere sul serio la sfida dei fondi europei, usandoli di più e con più efficienza, anche per promuovere la nascita di nuove imprese e la trasformazione di quelle esistenti, facendo appello alla tradizione e alla capacità di costruire dei marchigiani : “Ho iniziato a lavorare nel 1953, quando eravamo all’inizio dello sviluppo della regione, e l’ho vissuto tutto, ho visto un grande spirito ad ogni livello, che oggi, nelle nostre attività produttive, vedo affievolirsi con dispiacere, con amarezza. Bisogna riprendere quello spirito, quello degli anni del decollo economico del nostro Paese e della nostra regione, che da più agricola d’Italia è diventata la più manifatturiera. L’imprenditoria ce l’abbiamo nel sangue dai tempi della mezzadria, del doverci ricavare di che vivere da soli, con il proprio campo, con il proprio lavoro.

Io penso che abbiamo tutte le carte per riprendere la nostra strada.”

Master TemporaryManager Francesco Merloni Bruno Bucciarelli