Cinquant’anni di Fondazione Merloni

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Un messaggio di fiducia, speranza e concretezza

Al Paese serve una scossa, non siamo destinati al declino, e se l’Italia si sveglia ce la può fare”. Così Francesco Merloni, ha salutato a Fabriano i numerosissimi partecipanti al convegno per i cinquanta anni della Fondazione Aristide Merloni, dove si è discusso di modelli di internazionalizzazione delle imprese marchigiane e la competitività.

‘Dobbiamo crescere in preparazione – ha detto l’ingegner Merloni – investire di più nell’educazione dei giovani, e, per quanto riguarda le imprese, nell’innovazione e nella capacità di fare rete: da qui al 2020 la Ue calcola che in Europa la manifattura crescerà del 20-30%, e l’Italia oggi è il secondo produttore dopo la Germania.

In questi anni, la Fondazione Aristide Merloni è rimasta un patrimonio comune del territorio, e il suo lavoro non si è mai sviluppato al servizio della famiglia e dell’azienda da cui è nata, ma su riferimenti esterni : le Marche, la linea adriatica, lo stesso Sistema Italia nei suo processi di innovazione tecnologica e internazionalizzazione.

Queste  le parole del sociologo Giuseppe De Rita nella prefazione alla ricerca del Censis sull’internazionalizzazione presentata  in occasione dei 50 anni della Fondazione ‘Aristide Merloni’ a Fabriano lo scorso 15 novembre. Al convegno, dal titolo “Dai distretti alle filiere lunghe. Modelli di internazionalizzazione delle imprese e competitività del territorio“,  hanno preso parte, tra gli altri,  in collegamento da Roma il premier Enrico Letta, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, l’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, oltre al presidente della Fondazione Francesco Merloni.

Il convegno ha dato  l’occasione di valutare possibili scenari e soluzioni per uscire al più presto dall’attuale fase recessiva: i sistemi di piccola e media impresa caratteristici del modello di sviluppo italiano e marchigiano, ha rilevato il Censis, hanno tradizionalmente fondato la loro capacità competitiva sulle relazioni di filiera nell’ambito locale.

Le ‘filiere corte’ hanno favorito la specializzazione, l’efficienza produttiva e la diffusione delle innovazioni: questa situazione è rapidamente mutata nel corso dell’ultimo decennio, per effetto dei profondi cambiamenti dello scenario competitivo globale, rendendo necessario ” collegarsi alle filiere produttive e commerciali che si sviluppano a livello internazionale, anche attraverso processi di internazionalizzazione attiva, basati cioè sul controllo diretto di attività produttive e commerciali  all’estero”.

Sempre di più, l’orizzonte di riferimento dovrà spostarsi dall’Europa, tradizionale  arena competitiva del nostro sistema manifatturiero, verso le grandi aree emergenti dell’Asia Orientale, del Sud America e dell’Africa. Ciò impone profondi cambiamenti nelle strategie competitive delle imprese ed un ripensamento nel modo di concepire i rapporti fra impresa e territorio: in coerenza con la vocazione di servizio alla comunità locale, in occasione del cinquantenario la Fondazione ha quindi voluto offrire un contributo di riflessione e di stimolo su un tema di particolare attualità e rilevanza, quello dei modelli d’internazionalizzazione delle imprese.

La Fondazione Aristide Merloni, infatti, è stata costituita nel 1963 con lo scopo di sostenere, attraverso contributi di natura finanziaria e manageriale, la nuova imprenditorialità dell’area interna delle Marche. L’origine della Fondazione corrispondeva ad una convinzione profondamente radicata in Aristide Merloni: che qualunque iniziativa economica ha valore solo se genera sviluppo sociale.

Aveva applicato questo principio nella scelta di avviare la sua impresa nel luogo di origine, creando occasioni di lavoro e di reddito che contribuivano a contrastare la piaga storica dell’emigrazione. La Fondazione nasceva dalla consapevolezza che per creare uno sviluppo durevole non bastava l’impegno di un singolo imprenditore ma era necessario mobilitare l’intero territorio, stimolando la nascita e la diffusione della cultura imprenditoriale. Con il “decollo” economico degli anni Settanta la Fondazione ha sempre di più orientato la sua azione verso l’analisi e la ricerca, accompagnando lo sviluppo delle Marche, esaminandone le caratteristiche e fornendo indicazioni utili per le decisioni di imprese e policy maker.

La giornata di studi è stata articolata in due sessioni: nel mattino  gli interventi di Francesco Merloni, Giuseppe De Rita, Donato Iacobucci, Gian Luca Gregori; una tavola rotonda con le testimonianze di Enrico Loccioni (Gruppo Loccioni), Alberto Mazzoni (Istituto Marchigiano di Tutela Vini), Diego Mingarelli (Diasen), Enrico Paniccià (Giano). La sessione pomeridiana è stata dedicata ad una riflessione sulla figura di Aristide Merloni. Con l’obiettivo non solo quello di ricordarne la figura di uomo e imprenditore ma anche di valutare quanto dei principi e dei valori che ne hanno ispirato l’attività possono risultare utili nel delineare le prospettive di sviluppo futuro della regione.

 

Rassegna stampa

Dai distretti alle filiere lunghe

Servizio Rai      Servizio Dg Marche     Intervista a Francesca Merloni

 

La Fondazione Aristide Merloni: 50 anni al servizio del territorio

Francesco MERLONI

Giancarlo SAGRAMOLA Sindaco di Fabriano

Giuseppe DE RITA Censis

Le Marche: dai distretti alle filiere lunghe

Donato IACOBUCCI Università Politecnica delle Marche – Francesco ESTRAFALLACES Censis

Le trasformazioni del sistema industriale marchigiano

Testimonianze

Enrico LOCCIONI (AEA), Alberto MAZZONI (Istituto Marchigiano di Tutela dei Vini),Diego MINGARELLI (Diasen), Enrico PANICCIÀ (Giano)

 

Aristide Merloni: la sua terra, la sua gente

lo ricordano

Giuseppe DE RITA,

Mario BARTOCCI, Ermanno CECCHI, Francesca MERLONI,

Enzo RULLANI

Interventi:

Andrea GUERRA Amministratore Delegato Luxottica

Enrico LETTA Presidente del Consiglio dei Ministri

Romano PRODI Professore alla CEIBS (Shanghai) e alla Brown University (USA)

Gian Mario SPACCA Presidente Regione Marche