Borse di studio 2017, merito e robotica

Borse di studio Fondazione Merloni 2017, premiati gli studenti meritevoli

Sala gremita per la consegna delle borse di studio destinate dalla Fondazione Aristide Merloni agli studenti meritevoli dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Merloni-Miliani”.

 

Iacobucci e Marcelli alla consegna delle borse di studio 2017 Fondazione Merloni

Il Preside, Giancarlo Marcelli, ha ricordato il rapporto trentennale che lega l’Istituto e la Fondazione: “E’ un piacere essere qua con il fior fiore degli studenti di questo Istituto – ha esordito Marcelli, senza celare l’emozione – perché queste 25 borse di studio, di 500 euro ciascuna, messe a disposizione della Fondazione Merloni premiano il merito”.

Donato Iacobucci,  coordinatore della Fondazione Merloni, ha portato i saluti del Presidente della Fondazione, Francesco Merloni, e il “ suo  incoraggiamento [a] proseguire nello studio ed arrivare ai massimi livelli dell’istruzione. Questo farà la differenza nel futuro”.

Alle borse di studio 2017 premiati progetti su connettività e robotica

La presentazione è stata l’occasione per approfondire due progetti realizzati dagli studenti dell’Istituto: si è esordito con una ricerca sui microconnettori che ha portato uno studente a realizzare un guanto tramite cui controllare a distanza sistemi di sorveglianza. Un esperimento dalle ricadute interessanti nel settore della sicurezza, applicabile anche ai droni.

Borse di studio Fondazione Merloni IIS Merloni 2017 (7)

Lavoro in tandem per il secondo progetto: due studenti si sono confrontati con la programmazione di un robot, in grado di muoversi, cantare e svolgere brevi dialoghi. L’automa ha colto l’occasione per scambiare alcune battute con il professor Iacobucci.

Borse di studio Fondazione Merloni IIS Merloni 2017 (8)

Gli studenti che si sono qualificati hanno ottenuto una borsa di studio per merito del valore di 500 Euro, e un omaggio in carta di canapa, realizzato dall’azienda Canapa Cruda per il negozio ArtisticaMente.

Gli studenti premiati:

Valerio Donnini, Andrea Bartocci, Davide Cesari, Riccardo Monticelli, Simone Guglielmi, Simone Agostinelli, Lorenzo Cicconi, Christian Cingolani, Michele Kaculi, Angelo Carmine Maglio, Elvis Vezi, Marco Maramonti, Matteo Colonna, Arment Pelivani, Giulia Cenci, Andrea Tarsi, Giacomo Agostinelli, Alessio Cattarulla, Riccardo Mogiani, Nikolas Fimati, Kevin Poclitar, Giuseppe Ippolito, Luigi Lippolis, Mehdi Hasan e Jasin Murati.

Borse di studio Fondazione Merloni 2017, premiati gli studenti meritevoli

Graduatoria Borse di studio IIS Merloni 2017

L’articolo di Saverio Spadavecchia per QDM

 

Pubblichiamo l’articolo del nostro Coordinatore Scientifico, prof. Donato Iacobucci, pubblicato sul Corriere Adriatico del 12 Giugno 2017, dedicato alla riflessione sul rapporto tra merito, valutazione e diritto allo studio.

Scarica l’articolo di Donato Iacobucci su Istruzione e Merito, pubblicato sul Corriere Adriatico del 12/06/2017

L’urgenza di premiare il merito in una scuola poco competitiva

 

L'istruzione è il miglior investimento finanziario: premiare il merito

 

 

In uno studio di alcuni anni fa l’OCSE aveva stimato l’incremento del PIL che i paesi membri avrebbero potuto attendersi nel prossimo futuro se avessero incrementato la performance scolastica degli studenti. Quest’ultima è da tempo oggetto di misurazioni sistematiche da parte dell’OCSE attraverso il programma PISA (Programma for International Students Assessment). La performance dell’Italia è al di sotto della media dei paesi OCSE, sia nelle materia scientifiche sia nella capacità di lettura. Per questo l’Italia è fra i paesi che avrebbero più da guadagnare da un investimento volto ad elevare la qualità della formazione. Si tratta di benefici enormi. Lo studio dell’OCSE stima che se l’Italia potesse portare la performance scolastica di tutti gli studenti ai livelli più elevati fra quelli osservati nei paesi avanzati, il valore attuale dei futuri incrementi di reddito sarebbe pari a dieci volte il PIL.

Un simile obiettivo appare irrealistico anche nell’ipotesi più ottimistica e possiamo sorridere o avanzare riserve sul modo di impostare la stima. Tuttavia, dobbiamo considerare che essa è basata sull’evidenza empirica attualmente disponibile riguardo alla relazione fra la qualità dell’istruzione, misurata dall’effettiva performance scolastica e non da possesso di titoli, e i livelli di PIL pro-capite.

Si potrà osservare che la relazione causale potrebbe essere nella direzione opposta, che cioè l’incremento del reddito pro-capite induce ad una maggiore spesa in istruzione. Questo è stato certamente vero in passato. Ma a partire dalla terza rivoluzione industriale, cioè quella che indichiamo come economia della conoscenza, la relazione causale proposta nello studio OCSE è divenuta sempre più rilevante: l’investimento nell’istruzione e nel capitale umano è il principale motore dello sviluppo.

La relazione fra livello di istruzione e reddito è vera non solo a livello aggregato, per l’intero paese, ma anche a livello individuale. L’investimento nella formazione è quello che assicura il maggiore rendimento atteso rispetto a qualunque altra forma di impiego finanziario. Purtroppo la consapevolezza di tale relazione, e la conseguente necessità di elevare l’investimento pubblico e privato nell’istruzione, sembra essere decisamente bassa nel nostro paese.  Ed è importante sottolineare che investimento pubblico e investimento privato sono strettamente complementari e non sostitutivi.

I paesi (come gli USA) nei quali è elevata la spesa privata per l’istruzione sono anche quelli con un’elevata spesa pubblica (e viceversa). La spesa privata per istruzione (a tutti i livelli) è pari negli USA al 6,2% del PIL mentre in Italia si ferma al 4%, cioè meno dei due terzi. Malgrado ciò la spesa pubblica negli USA è pari al 4,5% del PIL contro il 3,7% dell’Italia. Un livello (quello italiano) lontano dalla media OCSE (4,8%) e dai paesi che, come il nostro, si basano maggiormente sulla spesa pubblica: la Svezia è al 5,9%, la Finlandia al 6%, la Norvegia e la Danimarca oltre il 7%. Ma anche in questi ultimi paesi la spesa privata è fra le più alte dei paesi OCSE. D’altra parte, se i cittadini di un paese non sono sensibili all’investimento privato nell’istruzione come sarà possibile ottenere il consenso politico per elevare la spesa pubblica?

Le ragioni della scarsa sensibilità del nostro paese per l’investimento nell’istruzione sono numerose e non è qui possibile tentarne una disamina. Uno dei problemi è sicuramente costituito dalla scarsa sensibilità a riconoscere e premiare il merito e la competenza; con la conseguente di ridurre le aspettative di ‘rendimento’ futuro dell’istruzione.

Nel primo caso (il merito), la difficoltà a premiarlo con sufficiente convinzione sembra derivare dalla volontà di non accentuare le disuguaglianze. Con il risultato di produrre un’altra forma di disuguaglianza consistente nel dare la stessa ricompensa (economica o di posizione) a persone in grado di assicurare performance molto diverse. Al di là del disagio individuale, questo modo di procedere produce un abbassamento della performance collettiva, poiché impedisce di allocare in modo ottimale le risorse umane e di motivarle attraverso un adeguato compenso (commisurato ai risultati).

Nel caso delle competenze l’impressione è che nel nostro paese si siano indeboliti i meccanismi di selezione e certificazione delle stesse, tanto che il loro possesso non è più considerato indispensabile per occupare posizioni di rilievo, sia in ambito pubblico sia in ambito privato. Ne è un segnale anche la crescente diffidenza per i sistemi di certificazione “ufficiali, ritenuti inefficaci o asserviti ad interessi di parte. Con il risultato di una sistematica svalutazione delle competenze certificate dal sistema dell’istruzione e della ricerca e con il rischio di premiare chi si professa estraneo al sistema, indipendentemente da qualunque effettivo accertamento delle competenze e delle capacità.

Da molti anni la Fondazione Aristide Merloni premia gli studenti meritevoli dell’Istituto di Istruzione Superiore Merloni-Fabriano. E’ un premio al merito, indipendentemente dalla condizione economica e sociale dello studente. Garantire l’accesso all’istruzione a chi non ne ha i mezzi dovrebbe essere obiettivo prioritario, sancito dalla nostra costituzione. Ma non va confuso con il riconoscimento del merito e della competenza.

 

Genitori e alunni a consegna borse di studio 2017 Fondazione Merloni

Photo credits: Dedalo Group