GEM Women Entrepreneurship Monitor: Donne e innovazione

 

La propensione imprenditoriale vista in chiave di genere: il Women Entrepreneurship Report è l’approfondimento dedicato dal GEM al tema dell’imprenditorialità femminile.

Una ricerca che completa i dati del 19° rapporto globale GEM sull’imprenditorialità, allargando lo sguardo a 74 economie globali.

 

Donne e creazione d’impresa: i settori

 

Secondo i dati del Women Entrepreneurship Report, circa la metà delle donne imprenditrici opera nel terziario: nei servizi, la propensione imprenditoriale femminile è considerevolmente più alta rispetto a quella maschile, a tutti i livelli di sviluppo economico (anche se Europa e Nord America vedono una prevalenza complessiva dei servizi sulle altre tipologie di imprenditorialità).

La Svizzera è uno dei Paesi in cui le donne sono più attive nei servizi: quasi i tre quarti delle donne imprenditrici operano nel settore, e più della metà delle  nuove imprese femminili è connesso ai servizi pubblici, come la sanità, l’istruzione e l’assistenza sociale.

Al contrario, le donne mostrano una presenza più debole nell’ICT, con un livello di TEA attorno al 2%: spiccano in negativi i dati di Iran e Israele, paesi molto diversi ma accomunati da una forte attenzione alla tecnologia, con un livello di attivazione nelle ICT addirittura inferiore al 2%: in Iran, e nel Marocco, è invece insolitamente elevata la percentuale di donne imprenditrici nel settore manifatturiero e in quello dei trasporti.

Emisfero opposto, tendenze opposte per Panama e l’Argentina, paesi in cui l’innovazione tecnologica vede le donne imprenditrici all’avanguardia, con un TEA superiore del 5% a quello degli uomini. Nell’Africa Sub-Sahariana si impongono le attività agricole e in Asia e America Latina la vendita al dettaglio: la punta più elevata di donne attive nel settore del commercio si riscontra nelle Filippine, dove l’87% delle donne che decidono di intraprendere lo fanno nel settore delle vendite. Fa eccezione nel Sud America il Brasile, che vede la prevalenza dei servizi socio-sanitari ed educativi, in cui opera il 30% delle nuove imprese femminili.

 

 

Livelli di istruzione e propensione imprenditoriale femminile

 

Il Women Entrepreneurship Monitor prende in esame anche la correlazione tra livello di istruzione e propensione all’imprenditorialità: dai dati, emerge come un percorso imprenditoriale sia un’opzione sia per le donne con poca istruzione, che possono così trovare maggiori opportunità di mobilità sociale, sia per le donne altamente istruite, per cui rappresenta invece una consapevole scelta di carriera.

Nelle economie factor-driven, quelle con il livello di sviluppo economico inferiore, solo il 14% delle donne imprenditrici ha un titolo di tipo universitario, laddove nelle economie guidate dall’innovazione la percentuale è del 61%: anche nelle economie intermedie, basate sull’efficienza, prevalgono titoli di studio superiori. E’ interessante notare come in queste economie le donne imprenditrici tendano ad avere titoli di studio più elevati dei loro colleghi maschi, laddove ai due estremi dello sviluppo economico le differenze tendono a livellarsi.

I paesi in cui le donne imprenditrici mostrano livelli di formazione più bassi sono quelli dell’Africa Sub-Sahariana: all’opposto, l’84% delle imprenditrici nord-americane e il 75% di quelle australiane hanno una formazione universitaria.

Che impatto ha l’istruzione sulla propensione imprenditoriale delle donne?

Un dato molto evidente è la correlazione positiva tra imprenditorialità per opportunità e titolo di studio, particolarmente nelle economie intermedie e nelle economie avanzate.  Al contrario, nelle economie meno avanzate, la correlazione è inversa: a titoli di studio più elevati, le donne delle economie basate sui fattori trovano migliori opportunità occupazionali come dipendenti pubblici o privati, laddove l’imprenditorialità rappresenta un’occasione di indipendenza e di avanzamento sociale per i profili più fragili.

Donne e innovazione

 

Strettamente connesso all’istruzione è il tema dell’innovazione, che ci riserva alcune sorprese interessanti.

In linea con il dato generale, è il Nord America a mostrare complessivamente una maggiore percentuale di business femminili votati all’innovazione: il 38% delle donne imprenditrici nei paesi nord americani ha dichiarato di fornire servizi innovativi.

A sorpresa, in seconda posizione troviamo il Medio Oriente e il Nord Africa: in generale, 7 delle 10 economie della regione mostrano una maggiore propensione femminile all’innovazione, con i livelli più elevati in Libano e in Arabia Saudita. Nonostante i loro bassi livelli di attivazione imprenditoriale, le donne mediorientali danno quindi un contributo forte al dinamismo dei loro sistemi economici.

Complessivamente, le donne mostrano una importante propensione all’innovazione: in tutte le 74 economie prese in esame dal Women Entrepreneurship Monitor hanno infatti un livello di innovatività in media superiore del 5% rispetto agli uomini.