19-21 luglio 2018: riunione del Comitato Scientifico

14 leader internazionali a Portonovo per discutere gli impegni della Fondazione Aristide Merloni nel prossimo triennio

Riflessioni sulle sfide del protezionismo economico e sui fattori che incidono sulla rottura della “via adriatica allo sviluppo”

Si è svolta dal 19 al 21 luglio a Portonovo la riunione annuale della Fondazione Aristide Merloni per discutere dei trend economici globali, del ruolo di cerniera dell’Italia centrale tra Nord e Sud e del rilancio degli Appennini.

Una riflessione sul panorama economico, politico e culturale internazionale con particolare attenzione al tema del protezionismo e alle nuove dinamiche che ripropongono il dualismo Nord-Sud.

Questi gli obiettivi della riunione del Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni, chiamato a raccogliere gli indirizzi sull’attività della Fondazione del prossimo triennio.

I lavori del Comitato Scientifico sono stati inaugurati da un confronto tra i due esperti di politica internazionale Daniel Gros e Marc Lazar, che hanno offerto lo sguardo di Germania e Francia sull’evoluzione economica del nostro Paese. E’ seguita una tavola rotonda con Enrico Letta, Romano Prodi e Ferruccio de Bortoli.

Il Comitato Scientifico della Fondazione Merloni, presieduto da Enrico Letta, è composto da Sultan Al Mansoori, Joaquin Almunia, Chen Zhimin, Maria Chiara Carrozza, Ferruccio de Bortoli, Andrea Gavosto, Giovanni Gorno Tempini, Daniel Gros, Irina Bukova e Luigi Gubitosi. Ad essi si aggiungono i due precedenti Presidenti del Comitato, Giuseppe De Rita e Romano Prodi.

Tutti i membri sono stati chiamati a dibattere i temi esposti dal Presidente di Fondazione Aristide Merloni, Francesco Merloni, relativi al ritardo con cui la ripresa economica viene intercettata dalla “via Adriatica allo sviluppo”.

Si tratta di quel processo di rapida crescita vissuto dalla Regione Marche dagli anni Settanta agli anni pre-crisi e che ha subito un rallentamento a causa dell’impatto della globalizzazione e della crisi finanziaria che ha pesantemente colpito il sistema del credito.

Francesco Merloni, Presidente Fondazione Aristide Merloni, ha dichiarato: “Sono numerosi i fattori che incidono sulla progressiva apertura della forbice tra la regione Marche e il resto dell’Italia: la limitata cultura imprenditoriale, la carenza di leadership dei distretti, la scarsa dotazione infrastrutture e, soprattutto, la crisi del credito regionale. Il Comitato Scientifico è un’occasione cruciale per ribadire l’impegno di tutti noi nell’affrontare questi fattori di ritardo e trovare soluzioni efficaci”.

Stiamo attraversando un’epoca in cui l’innalzamento di muri e l’introduzione di barriere tariffarie sembrano l’unica soluzione proposta per affrontare rischi e incertezze. La svolta protezionista e l’affermarsi di una agenda sovranista in molti Paesi europei mettono a repentaglio il processo di coesione dell’Europa e lo rendono più fragile nell’affrontare le grandi sfide che poste dalle grandi aree economiche che si concentrano sempre di più” – ha dichiarato Enrico Letta, Presidente del Comitato scientifico – “La frammentazione non può essere una risposta, soprattutto in un mondo in cui altri attori puntano invece a promuovere un maggior livello di collaborazione”.

Al centro delle iniziative della Fondazione per i prossimi anni la riflessione sul rilancio delle Marche e del loro modello di sviluppo. Tra le direttrici di azione individuate, il sostegno alla trasformazione digitale delle aziende marchigiane, con il rilancio del progetto formativo DIGITAL SUPPORT.

La riunione annuale del Comitato Scientifico è stata anche l’occasione per ribadire la missione della Fondazione e i valori che ne guidano le attività. Fondazione Merloni sta concludendo infatti i progetti lanciati da “Save the Apps”, per dare nuovo impulso all’economia dell’area appenninica e contribuire alla ricostruzione dei valori sia culturali che identitari di questi territori, riportando l’attenzione sulla necessità di interrompere il processo di scivolamento dell’Appennino verso le aree costiere.

In particolare, “Save The Apps” si è concentrato sul portale www.bestoftheapps.it, online dal 5 luglio scorso e frutto della collaborazione con Fondazione Vodafone Italia e Amazon.

Durante il Comitato Scientifico è stato anche presentato l’Annual Meeting UNESCO Creative Cities a Fabriano nel 2019, che approfondisce i temi della città ideale e rappresenta un’occasione unica per sperimentare le nuove dinamiche della vita nei contesti urbani.