Rapporto GEM 2018: l’imprenditorialità in Italia

 

La Fondazione Aristide Merloni e l’Università Politecnica delle Marche presentano i risultati dell’indagine GEM (Global Entrepreneurship Monitor) relativi all’Italia.

L’approfondimento italiano del Rapporto, curato dal team coordinato dal professor Donato Iacobucci, coordinatore scientifico della Fondazione e docente UNIVPM, fornisce uno sguardo di lungo periodo sulle prospettive dell’imprenditorialità in Italia, in un periodo di 10 anni (2007-2017), evidenziando la forte discrepanza tra intenzione di aprire un’impresa e l’effettiva creazione di imprese, il basso tasso di attivazione delle nuove imprese e un gender gap ancora molto forte. 

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L’indagine GEM è la più estesa rilevazione internazionale con oggetto l’attività imprenditoriale; avviata nel 1999 essa ha coinvolto sino ad ora oltre 200 paesi nel mondo.

In Italia l’indagine è stata condotta sin dal primo anno; è possibile quindi avere una panoramica unica delle caratteristiche e della dinamica dell’attività imprenditoriale nel nostro paese. Le analisi presentate nel presente rapporto fanno riferimento al periodo 2007-2017.

L’indagine GEM è svolta con una metodologia stabile nel tempo e comune a tutti i paesi. Ciò consente di esaminare i risultati sia considerando l’andamento nel tempo, sia attraverso il confronto con altri paesi o specifiche aree geografiche.

Il GEM si compone di due diverse indagini. La prima è condotta su un campione rappresentativo della popolazione adulta ed è volta a quantificare il livello di attività imprenditoriale e le sue caratteristiche. La seconda rileva informazioni attraverso interviste ad un panel di esperti in diversi ambiti relativi allo studio, alla promozione ed al sostegno dell’imprenditorialità.

L’indagine sulla popolazione adulta rileva l’attività imprenditoriale delle persone indipendentemente dal loro stato occupazionale. Coinvolge quindi sia persone che  stanno avviando un’attività in proprio sia dipendenti che stanno sviluppando una nuova attività imprenditoriale per conto dell’organizzazione nella quale lavorano.

L’indagine consente pertanto di ottenere una raffigurazione completa dell’attività imprenditoriale presente in un paese. Tale attività è fondamentale per l’economia e la società. L’entrata di nuove imprese esercita una pressione competitiva sulle imprese esistenti stimolandone l’efficienza.

In alcuni casi, le nuove imprese sono veicoli per sviluppare ed introdurre innovazione tecnologica e di prodotto. In generale esse consentono alle persone coinvolte di sperimentare le proprie capacità favorendo l’emersione dei talenti imprenditoriali. Di fondamentale importanza risultano quindi la numerosità e la qualità delle nuove iniziative.

Purtroppo, da molti anni il nostro paese è agli ultimi posti della graduatoria per vivacità imprenditoriale della popolazione adulta.

Ciò vale sia in generale sia rispetto ai paesi avanzati, cioè con un livello di sviluppo paragonabile a quello dell’Italia. Il basso livello di attivazione imprenditoriale nel nostro paese è ancora più rilevante per le donne. I risultati dell’indagine GEM ribaltano quindi la percezione diffusa dell’Italia come paese ad elevata vivacità imprenditoriale.

Questa percezione è indotta dall’elevata presenza di piccole e medie imprese ma non trova corrispondenza in dati oggettivi: il tasso di attivazione imprenditoriale nel nostro paese è
strutturalmente basso.

Aumentare la propensione imprenditoriale è fondamentale per alimentare lo sviluppo, favorire l’innovazione e affrontare le crescenti sfide in ambito sociale e ambientale. Questo obiettivo richiede azioni strutturali e di lungo periodo che interessano diversi ambiti della nostra società, primo fra tutti quello della formazione.

Le informazioni e le analisi contenute in questo rapporto forniscono un quadro della situazione, aiutano ad individuare le cause del fenomeno e a individuare possibili azioni di policy.

L’indagine prende in considerazione i diversi aspetti che possono influire sulla propensione imprenditoriale quali per esempio l’età, il livello di formazione, il reddito. Specifica attenzione è prestata al tema della formazione e del divario di genere.

Sono inoltre approfondite le cause che contribuiscono a spiegare la notevole discrepanza osservata nel nostro paese fra l’intenzione imprenditoriale, cioè l’interesse per una carriera imprenditoriale, e l’effettiva attivazione in questo senso.

L’indagine GEM Italia è stata resa possibile grazie al sostegno della Fondazione Aristide Merloni, che ha tra i suoi obiettivi la promozione e la diffusione della cultura
imprenditoriale.

L’indagine presso la popolazione adulta è stata realizzata dalla società DOXA. Il coordinamento dell’indagine e la redazione del rapporto sono stati curati dal team GEM Italia composto da: Donato Iacobucci (coordinatore), Diego D’Adda, Alessandra Micozzi e Francesca Micozzi.

 

Nei prossimi giorni, pubblicheremo degli approfondimenti tematici dedicati ai principali aspetti emersi dal Rapporto sull’Imprenditorialità in Italia.

 

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Gli approfondimenti tematici della Fondazione Aristide Merloni sul GEM

GEM 2017/2018: Il rapporto mondiale sull’imprenditorialità

GEM 2017/2018: Chi ha più spirito imprenditoriale?

GEM 2017/2018: Diventare imprenditori, il momento giusto e le sfide

GEM Women Entrepreneurship Report: Donne e imprenditorialità nel mondo

GEM Women Entreprenurship Report: Donne e innovazione

Rapporto sull’imprenditorialità nelle Marche: Donne e imprenditorialità