Le principali imprese e l’economia delle Marche: chi sale e chi scende?

La XXXII edizione della Classifica delle principali imprese marchigiane, a cura della Fondazione Aristide Merloni, è stata presentata lo scorso 13 Ottobre, sviluppando un’analisi approfondita dell’andamento delle principali imprese della nostra regione, sulla base dei bilanci relativi all’anno 2017: la Classifica include e analizza le maggiori imprese manifatturiere della nostra regione, insieme a quelle di settori rilevanti per il sistema industriale marchigiano, come l’energia, le costruzioni ed impianti, l’informatica.

Questa analisi si focalizza sull’andamento delle principali aziende marchigiane, divise per settori di appartenenza, rispetto all’anno 2017 e ai primi dati disponibili per l’anno 2018.

Nel complesso delle principali imprese delle Marche, i dati del 2017 mostrano un’accelerazione della crescita osservata nel periodo precedente 2015/16.

Le vendite complessive delle principali imprese manifatturiere sono cresciute del 7%, in linea con il dato relativo alle principali imprese italiane (+6,1%). Questo valore è il più elevato fra quelli riscontrati dal “rimbalzo” osservato nel 2010, dopo la pesante caduta del 2009. Le imprese che hanno registrato una variazione positiva delle vendite costituiscono circa i due terzi del totale, e di queste oltre un terzo (37,5%) ha registrato tassi di crescita superiori al 10%.

Se approfondiamo l’analisi, distinguendo i dati per i diversi settori, si evidenziano differenze significative nell’andamento delle vendite. Rimane tuttavia interessante notare che in tutti i settori si evidenzia un segno positivo, con una redditività operativa delle vendite rimasta sostanzialmente invariata in tutti i settori, sempre con segni positivi.

Nello specifico tassi di crescita superiori alla media sono registrati dai settori delle Macchine, dei Prodotti in Metallo e dalla Chimica e farmaceutica; inferiori alla media nel Legno e Mobile e nella Carta e stampa. Confermano inoltre l’andamento positivo e superiore alla media i settori dei Prodotti in metallo, delle Macchine e degli Apparecchi elettrici ed elettronici.

Contenuti o negativi risultano i tassi di crescita delle principali imprese calzaturiere, anche se la situazione non è generalizzata nel settore, all’interno del quale vi sono anche imprese che registrano rilevanti tassi di crescita. Situazione analoga si osserva nel Tessile e abbigliamento.

Decisamente superiore alla media risultano le performance delle principali imprese del settore costruzioni e impianti, tutte con tassi di crescita a due cifre. Un dato che è in contrasto con le imprese dei Minerali non metalliferi (industria fortemente legata alle costruzioni) che presentano invece tassi di crescita contenuti o negativi.

 

 

La performance delle imprese marchigiane nel 2018

I buoni risultati del 2017 per le principali imprese delle Marche saranno confermati anche alla fine del 2018? Considerati gli andamenti altalenanti osservati negli ultimi anni occorrerà attendere la chiusura dell’anno per capire se i segnali diventeranno una tendenza solida.

Qualche prima indicazione può arrivare dall’analisi dei bilanci semestrali delle società marchigiane quotate. Si tratta di un numero esiguo di imprese, che però rappresentano quelle di maggiore dimensione nei rispettivi settori, con un peso significativo sulle vendite complessive: dalle semestrali, vediamo come nel 2018 tutte le aziende prese in esame abbiano mantenuto una redditività positiva.

Meno univoci i risultati dell’export regionale: escludendo il settore farmaceutico (il cui andamento è fortemente influenzato dagli scambi infragruppo) l’export manifatturiero delle Marche è risultato in aumento nel I semestre 2018 seppure con una variazione contenuta (+1,2%) e in rallentamento rispetto al I semestre 2017 (+3,2).

Il comparto delle macchine presenta una variazione negativa nel I semestre 2018 mentre era risultato in crescita nel I semestre 2017; al contrario nel caso degli apparecchi elettrici e domestici che fanno segnare un deciso incremento dell’export nel I semestre 2018 dopo un altrettanto significativo calo nel I semestre 2017. Gli altri settori altalenanti fra i due periodi sono il Tessile e abbigliamento il Mobile, entrambi in ripresa nel I semestre 2018.
Fra i principali settori regionali continua a manifestare segnali non positivi quello delle calzature mentre rimane positivo il dato del settore dei prodotti in metallo. Nella prospettiva di medio termine l’andamento dell’export regionale nel 2017 e nel 2018 è stato poco soddisfacente e in controtendenza rispetto alla media nazionale.

A partire dal 2000 la regione ha mostrato due periodi di maggiore dinamicità rispetto alla media nazionale: il 2005-2007 e il 2012-2014. Successivamente al 2014 gli andamenti sono stati altalenanti: decisamente negativo il 2015, in ripresa il 2016, di nuovo negativi il 2017-2018. L’andamento generale non cambia in modo sostanziale anche se si escludesse il settore farmaceutico.

Come già notato, l’andamento generale riflette comportamenti settoriali diversificati e altalenanti nel tempo. Si tratta, quindi, di una situazione congiunturale che continua ad essere caratterizzata da notevole incertezza e elevata variabilità nelle performance sia fra i diversi aggregati (settoriali o dimensionali) sia fra le singole imprese. Da ciò deriva anche l’alternarsi e in qualche caso la sovrapposizione fra segnali negativi e positivi.