Marche 2017-2018: come è cambiato il nostro sistema industriale?

La XXXII edizione della Classifica delle principali imprese marchigiane, a cura della Fondazione Aristide Merloni, è stata presentata lo scorso 13 Ottobre, sviluppando un’analisi approfondita dell’andamento delle principali imprese della nostra regione, sulla base dei bilanci relativi all’anno 2017: la Classifica include e analizza le maggiori imprese manifatturiere della nostra regione, insieme a quelle di settori rilevanti per il sistema industriale marchigiano, come l’energia, le costruzioni ed impianti, l’informatica.

Questa analisi si focalizza sull’evoluzione del nostro sistema industriale e sulla performance delle principali imprese marchigiane, prendendo in particolare esame la loro dimensione.

 

Come si sta evolvendo il nostro sistema industriale?

Nel corso dell’ultimo decennio il numero delle grandi imprese (quelle con oltre 100 milioni di euro di vendite) si è contratto per effetto di diverse crisi aziendali.

In alcuni casi ciò ha comportato la dissoluzione dell’impresa, in altri il passaggio del controllo ad imprese con sede fuori regione e successiva fusione. Questo susseguirsi di eventi ha portato ad un indebolimento del segmento delle grandi imprese, che ricordiamo ha una rilevanza strategica per il nostro sistema industriale, anche se sarebbe un errore sottovalutare l’importanza odierna delle piccole imprese, che con la loro vivacità imprenditoriale ne alimentano di continuo il ricambio.

 

Ad ogni modo oggi il ruolo delle grandi imprese è divenuto ancora più rilevante che in passato, per l’importanza assunta dalle attività di ricerca e sviluppo e dai processi di internazionalizzazione, ambiti nei quali la dimensione è condizione di efficacia e di efficienza. Tuttavia di pari passo un consistente numero di piccole e medie imprese si sta evolvendo come “specialized supplier” con performance eccellenti. Esse collaborano prevalentemente con grandi imprese multinazionali, producendo sistemi avanzati innovativi e/o di grande precisione, sviluppano con le imprese committenti rapporti di co-progettazione e, in alcuni casi, di “problem solving”.

E’ però illusorio ritenere che un sistema manifatturiero possa rimanere competitivo contando solo sul tessuto delle piccole imprese, seppure organizzate in sistema.

Performance reddituale e di crescita

Analizzando invece la situazione dal punto di vista della performance reddituale e di crescita, dalla Classifica emerge un accentuato divario di performance fra grandi e piccole imprese. L’esame dei dati aggregati relativi al 2017 evidenzia che le imprese grandi e medio grandi (rispettivamente sopra i 100 e i 30 milioni di euro) presentano una performance significativamente superiore a quella delle imprese piccole e medio-piccole (fra i 5 e 30 milioni di Euro). Come già sottolineato in precedenti edizioni, il nuovo scenario competitivo determina condizioni di maggiore selettività e, di conseguenza, maggiore variabilità nella performance. E’ senz’altro utile assicurare il sostegno alle piccole imprese, in particolare quelle con maggiore potenziale innovativo, ma allo stesso tempo occorre agire con decisione per favorire la crescita delle medie imprese al fine di rafforzare il segmento delle grandi imprese regionali.

Tassi di crescita nelle vendite
Invece per quanto riguarda i tassi di crescita tramite le vendite, questi nel 2016 non avevano mostrato significative differenze nelle diverse classi dimensionali. Ma non così 29. Le prime registrano una crescita delle vendite significativamente superiore alla media mentre le piccole presentano valori decisamente più bassi.