SAVE THE APPS: L’APPENNINO ALLA SFIDA DELLA CONTEMPORANEITÀ

Un Appennino che accetta la sfida della contemporaneità: in questo modo Gian Mario Spacca, vice Presidente della Fondazione Aristide Merloni, ha voluto riassumere la filosofia dei progetti Save the Apps.

Lanciati insieme a Fondazione Vodafone, per contribuire a rilanciare le zone terremotate dell’Appennino, i progetti di SAVE THE APPS sono stati presentati a Fabriano in una “call per l’innovazione nell’Appennino”, che ha riunito imprenditori, startupper e creativi lo scorso 25 marzo alle ore 17.00, presso la Sala Convegni della Fondazione Carifac alle 17.00.

L’iniziativa è stata organizzata dall’incubatore The Hive nell’ambito di Startup Grind, una rete mondiale di imprenditori nata in California su iniziativa di Google, che vuole favorire la nascita di nuove startup e progetti: a moderare l’evento, Frank Hysa, direttore del capitolo di Ancona di Startup Grind, manager con grande esperienza internazionale maturata nel gruppo Loccioni e Founder di Hyle, startup che favorisce la open innovation.

I progetti di SAVE THE APPS cercano di dare nuove opportunità alle imprese e alle comunità del territorio, attraverso l’innovazione digitale, dando un nuovo orizzonte alla missione della Fondazione Merloni, nata nel 1963 proprio per promuovere lo sviluppo del territorio marchigiano.

La sfida è quella di portare verso una rinascita contemporanea il territorio, inteso nella sua accezione più ampia: di comunità, di persone, di valori etici. Durante l’incontro, sono state presentate le novità e lo stato dell’arte dei tre progetti principali di SAVE THE APPS:

  • Best of the Apps – Apennines Food Ranking, un portale di e-commerce e storytelling territoriale promosso insieme ad Amazon e rivolto ai piccoli produttori locali
  • Best of the Apps – Apennines Discovery, app che valorizza i Cammini dello Spirito, itinerari per trekker e sportivi che passano attraverso i grandi luoghi della spiritualità dell’Appennino,
  • Best of the Apps-Fruits of the Apennines, che applica le tecnologie 4.0 dell’agricoltura di precisione a produzioni agricole di pregio (nocciole, castagne, frutti di bosco, patate);

 

 

I primi risultati sono molto incoraggianti: Apennines Food Ranking si sta strutturando come una vera e propria startup al servizio dei produttori dell’Appennino, oltre 250 dei quali sono già entrati nella piattaforma.

In pochi mesi, la partnership solidale con Amazon ha permesso di vendere più di 4000 prodotti sul mercato italiano e sui mercati europei; alla vendita online, si affianca anche una collaborazione con FICO-Eataly World.

Apennines Discovery offre una mappa dettagliata e ramificata di itinerari, destinata a collaborare sempre più strettamente con Apennines Food Ranking per valorizzare  a tutto tondo il territorio.

Sempre più stimolanti le prospettive del progetto Fruits of the Apennines, inizialmente rivolto alle nocciole ma che sta allargandosi a quattro iniziative sperimentali di applicazione dell’agricoltura di precisione e delle tecnologie 4.0 alle coltivazioni di pregio.

Iniziative realizzate interamente con capitali privati, che vogliono valorizzare le risorse vitali dell’Appennino e contribuire a fermare lo “slittamento verso la costa” delle comunità colpite dal sisma, con un’attenzione anche alla formazione di nuove competenze diffuse.

In questo ambito, dopo una prima azione sperimentale di consulenza e affiancamento agli imprenditori colpiti dal sisma, è stato lanciato il progetto DIGITAL SUPPORT, sostenuto da Fondazione Marche e realizzato in collaborazione con LUISS e UNIVPM, che prepara consulenti di web marketing per sostenere la digital transformation delle piccole e medie imprese del territorio.

E’ stato inoltre lanciato di recente un protocollo d’intesa tra la Fondazione, l’ANCI e il network internazionale di professionisti PwC: tutti i Comuni delle Marche avranno la possibilità di formare i loro sindaci e dirigenti alla redazione del nuovo Bilancio Economico-Patrimoniale. Durante l’evento, sono state inoltre annunciate nuove iniziative formative a sostegno delle startup, realizzate in collaborazione con la Fondazione Edoardo Garrone.

Altri progetti sono già in elaborazione, per coprire tutte quelle energie vitali individuate dal CENSIS nella ricerca con cui il Comitato Scientifico della Fondazione lanciò il progetto nell’estate 2017: in quell’occasione, durante l’evento “RINASCO-Le Città Creative per l’Appennino”, vennero lanciati anche progetti basati su tecnologie più sperimentali, realizzati a San Ginesio e inaugurati dalla direttrice UNESCO Irina Bokova.

Sono in funzione nella città del maceratese delle mappe digitali che monitorano la sicurezza sismica del territorio, la continuità degli approvvigionamenti energetici e l’operativià delle strutture di soccorso, realizzate con Ericsson e e-distribuzione, e un Health Point, un punto di telemedicina che permette ai cittadini di accedere ad esami medici in tempo reale, grazie a strumenti diagnostici completamente informatizzati e connessi alle strutture sanitarie.

I progetti di “Save the Apps” saranno protagonisti anche alla Annual Conference delle Città Creative UNESCO, che si terrà a Fabriano nel Giugno 2019, all’interno del Padiglione RINASCO nel Palazzo del Podestà.

Durante l’incontro, Gian Mario Spacca ha sottolineato come l’Appennino sia un caso unico tra le montagne europee, per la straordinaria vitalità mostrata da comunità capaci di tenere insieme una forte vocazione manifatturiera, una grande concentrazione di agricoltura Bio e di qualità, e uno straordinario patrimonio etico, custodito da monasteri come quello di Camaldoli, in grado di anticipare quasi mille anni fa le moderne riflessioni dell’ambientalismo e  della lotta al cambiamento climatico.

Spacca ha sottolineato come il coinvolgimento di grandi aziende a sostegno dei piccoli produttori di nicchia e delle energie vive dell’Appennino sia un’opportunità da cogliere per rispondere alla sfida della globalizzazione.

Gli sconvolgimenti determinati nella società europea dalla grande trasformazione di questi ultimi decenni sono pari per radicalità probabilmente solo a quelle determinate dalla scoperta dell’America, e l’intento della Fondazione è di dotare le piccole imprese e le comunità dell’Appennino di “caravelle digitali” in grado di portarle nel nuovo mondo, sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie.

Una sfida necessaria, perchè i 2157 comuni dell’Appennino, un territorio più grande dell’Austria o del Portogallo, sono il cuore geografico e identitario del nostro Paese: se si salva l’Appennino, si salva l’Italia.

 

Scopri di più sui progetti di SAVE THE APPS