Tutelare l’imprenditorialità lontano dalle aree urbane

Il rapporto sull'imprenditorialità 2016: formazione e startup

Articolo del coordinatore scientifico della Fondazione Aristide Merloni, prof. Donato Iacobucci,

pubblicato sul Corriere Adriatico del 03 Aprile 2019

 

La scorsa settimana nell’ambito di un’iniziativa di startup grind, una delle maggiori comunità mondiali di startupper, sono stati presentati a Fabriano i progetti di Save The Apps.

Questi progetti, sostenuti dalla Fondazione Aristide Merloni e dalla Fondazione Vodafone Italia cercano di dare nuove opportunità alle imprese e alle comunità dei territori colpiti dal terremoto attraverso l’innovazione digitale.

L’evento offre lo spunto per sottolineare due parole chiave per il futuro dell’Appennino: mobilità e imprenditorialità.

Nell’introdurre l’iniziativa Save the Apps, il vice presidente della Fondazione Aristide Merloni, Gian Mario Spacca, ha ricordato il fatto che l’Appennino costituisce un esempio unico nel panorama europeo e mondiale: pur trattandosi di aree montane esse sono eccezionalmente ricche di storia, cultura e capacità manifatturiera.

Una delle spiegazioni di tale unicità risiede nel fitto reticolo di insediamenti urbani che le caratterizza.

Attraverso di essi anche le comunità più isolate avevano accesso alle idee e alle innovazioni che arrivavano dai centri urbani maggiori; e hanno saputo contribuire in modo attivo alla loro diffusione e al loro sviluppo.

Attraverso questa rete di insediamenti l’Appennino si è caratterizzata come un’area fortemente interconnessa, sia al proprio interno sia verso l’esterno.

Ne è prova il fatto che alcuni dei suoi centri, anche di piccola dimensione, sono stati punti di riferimento per le arti o l’innovazione tecnologica; ambiti che già all’epoca erano generalmente riservati alle maggiori città.

Naturalmente si trattava di una rete di connessione adatta alla tipologia dei servizi e alla velocità di trasporto di merci e persone dell’epoca.

Questo contesto è profondamente mutato con la rivoluzione industriale e, ancor più, con quella digitale.

Il crollo nei costi delle comunicazioni, indotto dalla rivoluzione digitale e da Internet, ha indotto qualcuno a ritenere che la localizzazione nello spazio sarebbe diventato un fattore irrilevante, purché si disponesse di una connessione ad alta velocità.

È successo il contrario. Mai come in questo momento sono rilevanti i vantaggi dell’agglomerazione spaziale e della concentrazione.

Lo sviluppo si sta sempre più polarizzando nei principali centri urbani per l’effetto di attrazione che essi esercitano verso i giovani talenti.

Questa attrazione è funzione delle maggiori opportunità di valorizzazione delle proprie capacità, determinata proprio dalla maggiore densità e facilità delle relazioni.

Per tale ragione occorre prestare attenzione alla mobilità; non solo la connessione con le grandi reti esterne ma anche la rete delle relazioni interne all’Appennino.

Alla minore densità nello spazio occorre supplire con la maggiore rapidità dei collegamenti.

Obiettivo non semplice poiché la scarsa densità degli insediamenti rende inefficiente le soluzioni di trasporto pubblico. Occorrerà necessariamente contare sulla mobilità privata cercando soluzioni che risultino allo stesso tempo efficaci e compatibili con la salvaguardia dell’ambiente.

Mentre si ragiona continuamente sulle soluzioni di mobilità intelligente nelle grandi città, decisamente meno attenzione è dedicata al tema della mobilità nelle aree meno densamente popolate, per le quali la facilità e la velocità dei collegamenti è altrettanto rilevante.

La necessità di trovare soluzioni innovative al problema della connettività in Appennino porta all’altra parola chiave: l’imprenditorialità.

Qualunque siano le prospettive di sviluppo che si immaginano per questi territori – turistico, artigianale o manifatturiero – il fattore fondamentale affinché possano concretizzarsi è il mantenimento di un’elevata propensione imprenditoriale, sia quella che si esprime nelle imprese già esistenti attraverso la propensione all’innovazione e alla crescita sia in quella che si esprime nell’avvio di nuove imprese.

A questo scopo gli incentivi finanziari non bastano; anzi rischiano di consolidare una cultura assistenziale che è l’opposto di quella imprenditoriale.

Occorre piuttosto creare le condizioni affinché gli imprenditori possano operare al meglio. Un efficace sistema di connessioni è una di queste condizioni.

Scopri di più:

I progetti di SAVE THE APPS

L’evento startup grind “Call for innovation per l’Appennino”, 25/03/2019

“L’Appennino alla sfida della contemporaneità”: la filosofia dei progetti SAVE THE APPS