“Best of the Apps, Fruits of Apennines-Ripartiamo dalla terra”: Padiglione Save the Apps al Podestà

  • Un progetto di Fondazione Aristide Merloni e Fondazione Vodafone Italia

In collaborazione con

Dipartimento di Agraria,

Università Politecnica delle Marche,

 

All’indomani del sisma dell’agosto 2016, venne espressa una grande preoccupazione per le possibilità di rinascita delle aree dell’Italia Centrale. Il sentimento di apprensione si estendeva al destino dell’intero Appennino.

Emigrazione e spopolamento, invecchiamento della popolazione, perdita dei presidi produttivi, allontanamento dei servizi essenziali, sono stati fenomeni che nel tempo hanno segnato l’involuzione di quest’area.  Ci siamo posti il problema di quale contributo poter offrire per interrompere il processo di scivolamento dell’Appennino verso le aree costiere “metropolitane”.

Abbiamo scelto la via di iniziative concrete ed innovative con la collaborazione di soggetti privati., Abbiamo elaborato alcuni significativi progetti pilota, costruiti sulle energie vitali ancora presenti nel territorio, i progetti di Save the Apps.

Progetti che restassero nel solco di economie esistenti, ma si avvalessero di un approccio innovativo, prevalentemente fondato sulle conoscenze digitali. Progetti che sapessero cogliere le nuove opportunità del web, superando le barriere dimensionali in grado di dare nuove opportunità anche alle micro e piccole imprese, capaci di utilizzare le possibilità dell’economia della condivisione.

 

I progetti di Save the Apps pur rimanendo nel solco delle tradizioni del territorio, hanno un approccio innovativo: utilizzano la “coltivazione di precisione” offerta da nuove tecnologie digitali, ingegneria sensoristica e IOT (Internet of Things).

Tre sono i progetti-pilota (Castanicoltura, Corilicoltura, Frutti di bosco) finalizzati a obiettivi scientifici, dimostrativi, produttivi di reddito e sviluppo delle filiere locali.

Il progetto rafforza il rapporto tra agricoltori e ambiente rinnovando lo spirito di vecchie e nuove coltivazioni, partendo dalla cura del suolo, del territorio e del cibo di qualità.

Castagno: recupero e valorizzazione della castanicoltura e delle sue possibilità di sviluppo. Soltanto nelle Marche la superificie a castagno ammonta a 4600 ettari. Molti di questi castagneti non sono più gestiti da molto tempo: il recupero di queste aree rappresenta una risorsa economica.

Nocciolo: il noccioleto svolge un ruolo importante per la riduzione dei processi erosivi e aumenta la sostanza organica del suolo. La corilicoltura può essere considerata un’attività utile per le imprese dal punto di vista economico, ed anche per la fornitura di servizi all’ecosistema ambientale.

Frutti di bosco: il progetto mira ad introdurre colture di mirtillo, ribes rosso, mini-kiwi, rovo e goji, coltivando tali varietà nell’ambiente pedoclimatico più idoneo, con l’ausilio di sensori, fertimetri e droni.

L’utilizzo di droni in agricoltura è sempre più diffuso. Essi rappresentano l’aspetto innovativo della coltivazione di precisione, che si propone di massimizzare la resa agricola attraverso strumenti di monitoraggio.

I droni offrono dall’alto una prospettiva inedita, un punto di osservazione privilegiato da cui è possibile raccogliere dati e informazioni su ogni singola pianta, monitorare lo stato fisiologico delle colture e acquisire dati per il benessere delle coltivazioni.

 

I progetti di SAVE THE APPS saranno in mostra presso il Palazzo del Podestà di Fabriano

dal 10 Giugno 2019 al 06 Gennaio 2020

 

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