“Digital Evolution and Education”: Padiglione Save The Apps al Podestà

All’indomani del sisma dell’agosto 2016, venne espressa una grande preoccupazione per le possibilità di rinascita delle aree dell’Italia Centrale. Il sentimento di apprensione si estendeva al destino dell’intero Appennino.

Emigrazione e spopolamento, invecchiamento della popolazione, perdita dei presidi produttivi, allontanamento dei servizi essenziali, sono stati fenomeni che nel tempo hanno segnato l’involuzione di quest’area.  Ci siamo posti il problema di quale contributo poter offrire per interrompere il processo di scivolamento dell’Appennino verso le aree costiere “metropolitane”.

Abbiamo scelto la via di iniziative concrete ed innovative con la collaborazione di soggetti privati., Abbiamo elaborato alcuni significativi progetti pilota, costruiti sulle energie vitali ancora presenti nel territorio, i progetti di Save the Apps.

Progetti che restassero nel solco di economie esistenti, ma si avvalessero di un approccio innovativo, prevalentemente fondato sulle conoscenze digitali. Progetti che sapessero cogliere le nuove opportunità del web, superando le barriere dimensionali in grado di dare nuove opportunità anche alle micro e piccole imprese, capaci di utilizzare le possibilità dell’economia della condivisione.

 

Un progetto di Fondazione Aristide Merloni e Fondazione Marche

in collaborazione con

Dipartimento di Management, Università Politecnica delle Marche

Luiss Business School

E’ un un percorso educativo di nove mesi, a carattere operativo, finalizzato alla formazione di nuovi giovani professionisti, specializzati nel fornire supporto alle piccole imprese dell’Appennino nelle attività di marketing digitale.

Ripercorrendo le tappe del percorso durante l’evento “Save the Apps: le energie vitali dell’Appennino si mobilitano“, il professor Gianluca Gregori, Pro-Rettore UNIVPM e responsabile scientifico del corso, ha sottolineato come i bisogni delle imprese piccole e medie, in termini di strumenti gestionali, commerciali e di marketing  siano molto diversi da quelli delle grandi aziende e delle multinazionali.

 

Gianluca Gregori presenta DIGITAL SUPPORT

DIGITAL SUPPORT nasce dopo un primo esperimento pilota ispirato a questa logica, Business Development Lab, promosso dalla Fondazione Aristide Merloni e dalla Fondazione Marche, con l’affiancamento a un gruppo di aziende del cratere di consulenti di web marketing e controllo di gestione, che hanno aiutato le imprese a sviluppare nuove strategie per reagire al dopo-terremoto.

La grande risposta delle imprese ha convinto i promotori a lanciare un percorso formativo vero e proprio, che aiuta le aziende marchigiane a trovare risorse qualificate per accompagnare la loro trasformazione digitale.

Un percorso pratico, con il coinvolgimento di professionisti del settore in aula, esercitazioni pratiche, un periodo di project work in azienda e un contributo alle aziende per investire in marketing digitale.

Nelle due edizioni 2017 e 2018 ha formato 60 giovani con un placement del 70% nella prima edizione e del 73% nella seconda. Le imprese micro e medie dimensioni hanno un ruolo fondamentale nel processo di tenuta economica e sociale dell’Appennino.

La capacità di resistere, per queste imprese, risiede nella lettura e interpretazione dei cambiamenti di mercato, segnati dall’avvento dell’economia digitale.

 

 

Digital Support: I numeri della prima edizione

Un progetto di Fondazione Aristide Merloni

in collaborazione con

ANCI

PwC

Realizzazione e promozione di un corso di formazione per rappresentanti tecnici e politici dell’amministrazione locale, che a partire dai comuni del cratere del terremoto si estenderà poi ai 229 comuni delle Marche.

Una delle regole della comunità dell’Appennino, era quella di devolvere una parte del patrimonio accumulato con l’attività forestale alla formazione dei propri amministratori: questo avveniva intorno all’anno 1000.

Il corso di formazione recupera tale tradizione e valorizza le competenze degli amministratori dell’Appennino e delle aree terremotate, perché se non ci sono amministratori competenti, non si riesce ad amministrare la cosa pubblica.

 

I progetti della Fondazione Edoardo Garrone: giovani imprenditori per il futur dell’Appennino

 

In zone più o meno marginali – dove la marginalità ha anche l’accezione positiva della distanza dai vincoli consueti – con progetti innovativi o legati alla tradizione, i giovani under 35, coinvolti da ReStartApp, ReStartAlp e ReStartApp per il Centro Italia, sono accomunati dal senso di appartenenza alla propria terra e dalla volontà di sfruttarne tutte le potenzialità nel pieno rispetto dell’ambiente e della specifica dimensione sociale.

Non si tratta di “ritorni nostalgici” o di “volontà ostinate a restare”: lo sguardo dei giovani imprenditori è proiettato verso il futuro, concentrato su progetti che diano spazio alla sperimentazione e alla valorizzazione del made in Italy, nei quali i territori marginali non rappresentano più un ostacolo allo sviluppo, ma un’autentica opportunità.

 

Il Progetto Appennino e i Campus ReStartApp e ReStartAlp

 

L’Appennino è oggi un tema centrale nella mission di Fondazione Edoardo Garrone che vede nelle risorse delle montagne un grande potenziale per lo sviluppo socio-economico del Paese. Da questa attenzione per i territori cosiddetti “marginali” e dalle esperienze maturate in ambito formativo, nel 2014 prende forma ReStartApp, il primo campus di incubazione per le nuove imprese della montagna italiana. L’iniziativa si inquadra nel più ampio Progetto Appennino che, grazie a una rete di partner istituzionali, pubblici e privati, vuole trasformare una dimensione per lungo tempo abbandonata in un’opportunità concreta di occupazione e di crescita per le giovani generazioni.

 

Alessandro Garrone, Presidente della Fondazione Edoardo Garrone

 

Nel 2016 il progetto si estende all’arco alpino con ReStartAlp.

Oggi, dopo 7 edizioni – 4 ReStartApp e 3 ReStartAlp – si possono contare 33 imprese avviate con successo da altrettanti under 35, dimostrando un tasso di riuscita delle start-up incubate dai campus di oltre il 30% (rispetto a una media nazionale di circa il 6%).

ReStartApp per il centro Italia

Al di là del risultato incoraggiante in termini di nuove imprese, l’impegno accanto ai giovani imprenditori delle montagne, negli anni, ha dimostrato anche l’importante ricaduta del loro lavoro per i territori e le comunità di riferimento: si creano nuove relazioni, circoli virtuosi e alleanze che rivitalizzano risorse, competenze e processi e favoriscono la creazione di reti imprenditoriali e la realizzazione di nuovi modelli di socializzazione.

Da questa consapevolezza nasce la volontà di portare il progetto ReStartApp in Centro Italia, in quelle zone che, nel 2016, sono state colpite dal terremoto. In un contesto di evidente forte discontinuità, l’obiettivo è quello di accompagnare le giovani imprese locali a elaborare nuovi modelli di business e nuove strategie di mercato per mantenere vivo quel tessuto economico e sociale indispensabile a qualsiasi ricostruzione fisica.

Tra il 2017 e il 2018 Fondazione Edoardo Garrone individua, in collaborazione con Legambiente, 8 giovani imprese di Lazio, Umbria e Marche per le quali crea e realizza un percorso di coaching personalizzato su specifiche esigenze e opportunità. Una seconda parte dell’iniziativa è dedicata invece a 3 gruppi di aziende, uno per Regione: attraverso altrettanti laboratori sperimentali, il lavoro è concentrato sulla creazione e l’accelerazione di progetti di rete, di filiera o territoriali.
9C3 Giovani imprenditori per il futuro dell’Appennino

In zone più o meno marginali – dove la marginalità ha anche l’accezione positiva della distanza dai vincoli consueti – con progetti innovativi o legati alla tradizione, i giovani under 35, coinvolti da ReStartApp, ReStartAlp e ReStartApp per il centro Italia, sono accomunati dal senso di appartenenza alla propria terra e dalla volontà di sfruttarne tutte le potenzialità nel pieno rispetto dell’ambiente e della specifica dimensione sociale.
Non si tratta di “ritorni nostalgici” o di “volontà ostinate a restare”: lo sguardo dei giovani imprenditori è proiettato verso il futuro, concentrato su progetti che diano spazio alla sperimentazione e alla valorizzazione del made in Italy, nei quali i territori marginali non rappresentano più un ostacolo allo sviluppo, ma un’autentica opportunità.

I progetti di SAVE THE APPS saranno in mostra presso il Palazzo del Podestà di Fabriano

dal 10 Giugno 2019 al 06 Gennaio 2020

 

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