“Mappe dinamiche per la sicurezza del territorio”: Padiglione Save The Apps al Podestà

  • Un progetto della Fondazione Aristide Merloni

In collaborazione con

Ericsson

 

All’indomani del sisma dell’agosto 2016, venne espressa una grande preoccupazione per le possibilità di rinascita delle aree dell’Italia Centrale. Il sentimento di apprensione si estendeva al destino dell’intero Appennino.

Emigrazione e spopolamento, invecchiamento della popolazione, perdita dei presidi produttivi, allontanamento dei servizi essenziali, sono stati fenomeni che nel tempo hanno segnato l’involuzione di quest’area.  Ci siamo posti il problema di quale contributo poter offrire per interrompere il processo di scivolamento dell’Appennino verso le aree costiere “metropolitane”.

Abbiamo scelto la via di iniziative concrete ed innovative con la collaborazione di soggetti privati. Abbiamo elaborato alcuni significativi progetti pilota, costruiti sulle energie vitali ancora presenti nel territorio, i progetti di Save the Apps.

Progetti che restassero nel solco di economie esistenti, ma si avvalessero di un approccio innovativo, prevalentemente fondato sulle conoscenze digitali. Progetti che sapessero cogliere le nuove opportunità del web, superando le barriere dimensionali in grado di dare nuove opportunità anche alle micro e piccole imprese, capaci di utilizzare le possibilità dell’economia della condivisione.

In seguito ad eventi naturali, quali terremoti, frani, alluvioni, eventi meteo eccezionali ecc., le infrastrutture su cui la Comunità si poggia, dai trasporti, alle telecomunicazioni, all’energia, all’acqua, al gas, ma anche la sanità, il sistema bancario e le istituzioni locali, sono soggette a danneggiamento. A fronte di questi eventi c’è un decadimento dell’efficienza e delle funzionalità delle reti, che inevitabilmente porta a ricadute negative sui servizi ad esse collegati.

Quando il terremoto del 2016 ha colpito le città dell’Appennino, i soccorritori si sono trovati davanti a un territorio in cui era difficile individuare i punti critici, come le sottostazioni dell’elettricità, dell’acqua, del gas.

Da questa criticità, è nato il progetto delle Mappe Dinamiche per la sicurezza del territorio: un progetto di rete di sensori per iper-connettere il territorio. 

Si tratta di una piattaforma di condivisione delle informazioni in grado di fornire in tempo reale dati sulla posizione di elementi critici per i servizi del territorio, utili in caso di emergenza.

Un monitoraggio digitale su un’area del sisma, che integra diversi punti di interesse pubblici (viadotti, ponti, ospedali, punti di distribuzione delle utenze, punti radio base) e privati: un progetto unico, basato sulla cooperazione tra istituzioni, imprese, cittadini come elemento essenziale per lo sviluppo coordinato di un territorio e per la gestione delle emergenze a fronte di eventi con impatti rovinosi sul territorio e la Comunità.

In questo nuovo contesto le nuove tecnologie, tra cui IOT (Internet of Things), big data, cloud, dispositivi mobili, rappresentano un fattore abilitante lo sviluppo e l’aumento della resistenza della Comunità, e sono alla base delle cosiddette Smart City, consentendo di migliorare la qualità della vita dei cittadini, di facilitare la cooperazione tra privati e pubblico e di creare servizi digitali fruibili in remoto ed in mobilità.

Le mappe interattive digitali per la sicurezza, rappresentano una piattaforma di condivisione delle informazioni che operano come un gateway di aggregazione di dati territoriali, della loro visualizzazione via web e notifica su applicazioni per dispositivi mobili.

La soluzione sviluppata, rappresenta le potenzialità di una piattaforma open, in cui siano integrati dati statistici territoriali, dati tematici relativi ad esempio alle frane, dati tematici provenienti da sensori distribuiti sul territorio, dati di infrastrutture critiche.

Parlando all’evento “Save the Apps: le energie vitali dell’Appennino si mobilitano“, Antonio Sfameli, Director Government & Industry Relations – South East Europe di Ericsson, ha sottolineato le opportunità di un progetto come quello delle Mappe Digitali: mettere in relazione punti critici su un’unica mappa interattiva permette di prevedere le possibili criticità, e di intervenire in anticipo per evitarle, ma anche di studiare interventi mobili, ad esempio sui percorsi degli scuolabus o delle ambulanze.

Uno strumento per rendere più resiliente il territorio dell’Appennino, e per prepararlo al cambiamento e all’innovazione tecnologica.

Antonio Sfameli presenta le Mappe Dinamiche per la Sicurezza del Territorio

 

I progetti di SAVE THE APPS saranno in mostra presso il Palazzo del Podestà di Fabriano

dal 10 Giugno 2019 al 06 Gennaio 2020

 

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