“Omphalos / Amore e Psiche”: Padiglione Save The Apps al Podestà

All’indomani del sisma dell’agosto 2016, venne espressa una grande preoccupazione per le possibilità di rinascita delle aree dell’Italia Centrale.

Il sentimento di apprensione si estendeva al destino dell’intero Appennino. Emigrazione e spopolamento, invecchiamento della popolazione, perdita dei presidi produttivi, allontanamento dei servizi essenziali, sono stati fenomeni che nel tempo hanno segnato l’involuzione di quest’area.

Ci siamo posti il problema di quale contributo poter offrire per interrompere il processo di scivolamento dell’Appennino verso le aree costiere “metropolitane”.

Abbiamo scelto la via di iniziative concrete ed innovative con la collaborazione di soggetti privati.

Abbiamo elaborato alcuni significativi progetti pilota, costruiti sulle energie vitali ancora presenti nel territorio. Progetti che restassero nel solco di economie esistenti, ma si avvalessero di un approccio innovativo, prevalentemente fondato sulle conoscenze digitali.: i progetti di Save the Apps.

Progetti che sapessero cogliere le nuove opportunità del web, superando le barriere dimensionali in grado di dare nuove opportunità anche alle micro e piccole imprese, capaci di utilizzare le possibilità dell’economia della condivisione.

Zeus liberò due aquile una ad Est e l’altra ad Ovest. Esse si incontrarono a Delfi, dove il mito vuole sia l’ombellico del mondo. A segnarne il centro, una pietra sacra l’Omphalos era posta nei pressi del tempio di Apollo. Apollo, Dio del Sole, della Musica e delle Arti era guida delle muse che alimentano ogni forma di creatività negli umani.

Una donna era la sacerdotessa del Tempio, la Pizia che nei pressi dell’Omphalos esalando i vapori che provenivano dal ventre della terra riferiva le parole dello stesso Dio Apollo. I vaticini della Pizia erano così autorevoli e importanti che le Città-Stato dell’Antica Grecia eressero Thesauroi nei pressi dell’Omphalos.

I Thesauroi che contenevano le offerte dei cittadini, grazie alle loro proporzioni alquanto ridotte, offrivano ai costruttori un terreno di sperimentazione e ricerca con risultati innovativi.

Qui nel palazzo del Podestà a Fabriano le Città-Unesco fanno bella mostra di se nei pressi dell’Omphalos perché il mito è un racconto fuori del tempo e consente ancora oggi di porci le stesse domande. Oggi l’Omphalos è “Amore e Psiche” la scultura lignea che riproduce la celebre opera del Canova che è sopravvissuta al terremoto che ha interessato l’Italia centrale e l’Appennino. Le offerte votive, i Thesauroi contemporanei sono 180 piatti-scultura della Table of Silence pari alle 180 città creative Unesco che “mettono in tavola”, per amor di metafora, i propri talenti frutto di ricerca e innovazione.

Nell’esposizione al Padiglione RINASCO, presso il Palazzo del Podestà a Fabriano, le 7 stanze-thesauroi custodiscono parti di mosaico che consentono di risalire ai Miti, punto di partenza della narrazione immaginifica dei progetti raccolti in “Save the Apps” per la salvaguardia ed il rilancio degli Appennini: così in maniera mitopoietica i “Thesauroi” sono a guardia dell’Omphalos, l’ombelico del mondo, il cuore della terra.

Ogni stanza “Thesauros” descrive le azioni messe in essere dopo il terremoto che ha colpito l’Appenino nel 2016, rivisitando quanto del passato ha influenzato la nostra storia.

 

 

I progetti di SAVE THE APPS saranno in mostra presso il Palazzo del Podestà di Fabriano

dal 10 Giugno 2019 al 06 Gennaio 2020

 

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