“Il salumiere degli Obama rinato dopo il terremoto”: la storia di Maiale Brado di Norcia

Quella di Maiale Brado di Norcia è una storia che racchiude lo spirito dell’Appennino, delle sue genti e dei suoi agricoltori.

Maiale Brado di Norcia, presente nella vetrina digitale di Best of the Apps, è ospite del Padiglione di Save the Apps al Palazzo del Podestà di Fabriano, visitabile fino al 06 Gennaio 2020.

Articolo di Lorenzo Pastuglia pubblicato su L’Azione del 04 Luglio 2019.

 

Il salumiere degli Obama rinato dopo il terremoto

Dalle vittorie alle Olimpiadi del Gusto alla visita alla Regina Elisabetta. La famiglia Fausti a Fabriano per l’Unesco: “Noi non ci siamo arresi”

Quando nel giro di tre anni passi dall’essere titolare di uno dei più importanti allevamenti del Centro Italia, al raccogliere i cocci lasciati da terremoti che hanno messo in ginocchio la tua attività, oltre a tutto l’Appennino, capisci quanto a volte la vita sia ingiusta e come tutto possa cambiare in uno schiocco di dita, senza che la tua volontà conti. Ripartire dopo tutto ciò non è mai facile e Giuseppe Fausti, 52 anni, titolare del marchio registrato “Maiale brado e semibrado della Val Norcia”, può confermarlo a tutti. Prima il paradiso con la vittoria delle Olimpiadi del Gusto 2012, successo che gli ha permesso di avere come clienti niente di meno che la Regina Elisabetta e i coniugi Obama, poi l’infermo e la risalita, con un sisma che oltre a portare via tutto lascia il figlio di Giuseppe, Mattia, sotto le macerie per ore ed ore. “Se il terremoto ci ha tolto tanto economicamente – dice malinconico Fausti mentre inizia il suo racconto – per il lato umano e per l’esperienza vissuta in questi anni ci siamo arricchiti. Siamo in ginocchio, ma so già che torneremo quelli di una volta”.

La vittoria alle Olimpiadi del Gusto e la Regina Elisabetta

Tra le ruvide montagne dell’Appennino, Fausti inizia la sua attività nel 1996 ereditando l’azienda di suo padre Mario che si dedicava alle vacche da latte. “Ma io ho deciso di ritornare a quello che faceva mio nonno Giuseppe – spiega il 52enne – : l’allevamento allo stato brado, nonostante i maiali rosa non portassero più grandi guadagni economici da tempo”. Una scelta che si rivela azzeccata perché nel 2012 il salame di Norcia si aggiudica la medaglia d’oro alle Olimpiadi del Gusto di Londra, davanti al “Mangalica”, il prosciutto croato, e al “Jamòn ibèrico” spagnolo.

Un successo che permette a Fausti e alla sua famiglia – composta da Giuseppe, dalla moglie Ada, 50 anni, e dai figli Valentina, di 24, e Mattia, di 15 – di farsi conoscere internazionalmente, ma soprattutto di fare una visita qualche chilometro più in là nella capitale inglese di Buckingham Palace, dove ad attenderli c’è la Regina Elisabetta. “Dopo la vittoria siamo riusciti a incontrarla grazie alla mediazione della Regione Umbria e dell’Ambasciata italiana – prosegue Fausti –Ricordo che ci hanno fatto due ore e mezza di lezione sul bon ton per poi incontrare la Regina solo due minuti. Ma è stato comunque un incontro bellissimo: in quel momento la mia mente era quasi del tutto offuscata, vedevo nero”.

L’avvicinamento della Casa Bianca avviene invece diversamente. “Quando Barack Obama divenne presidente nel 2009, sua moglie Michelle mandò in Italia gli chef della sua scuola di cucina per tre mesi”. Tra tutte le aziende da visitare c’è anche quella di Norcia, dove per un giorno intero i cuochi statunitensi assistono a lezioni sulla mattazione della carne, sulla lavorazione e sulla degustazione. Il preside della scuola rimane molto stupito e fa un’ottima relazione tanto da attirare l’attenzione di Michelle Obama che “ci ha scritto per mail perché voleva provare i nostri prodotti”, prosegue Fausti.

Dato però che negli Usa non si può vendere se non con delle autorizzazioni particolari, per inviare là i nostri salumi abbiamo dovuto dar passare una valigetta tramite l’ambasciata americana in Italia, quasi come fosse un pacco di Stato”. “Chi preferisco tra lady Obama e la Regina Elisabetta – risponde l’allevatore – ? Non me ne vogliano quelli di Buckingham Palace, ma Michelle mi è sembrata una vera signora con cui si può parlare quasi di tutto. Con lei siamo riusciti a scambiarci vari messaggi di posta elettronica”.

La presentazione di Maiale Brado di Norcia durante l’evento di SAVE THE APPS del 13 giugno

Il terremoto, gli anni “d’inferno” e la lotta del figlio Mattia

Sul più bello, nel pieno dell’attività, la famiglia Fausti si trova però ad affrontare numerosi problemi. Il terremoto del 24 agosto 2016 fa cadere completamente la casa, quello del 26 ottobre prosciuga le sorgenti d’acqua da cui gli animali si abbeverano a valle, mentre quella del 30 ottobre porta via laboratorio e allevamento. E proprio a causa dell’ultima scossa, il figlio di Giuseppe, Mattia, allora 12enne, rimane sotto le macerie per diverse ore. Una volta estratto, gli viene ricucito il gluteo e messo un punto sui reni, dove però si forma un ematoma interno. Con l’ospedale di Norcia distrutto, nonostante le rassicurazioni poi sbagliate dai medici, Mattia va in setticemia rischiando la morte. Così, tutti di corsa all’ospedale di Spoleto, dove il giovane subisce il primo di 13 interventi totali, poi quello di Perugia qualche mese dopo e infine il “Gaslini” di Genova.

Il prossimo 12 luglio faremo un altro viaggio verso il capoluogo ligure – dice Fausti -, per fortuna questo dovrebbe essere l’ultimo, dato che Mattia dovrà fare solo una visita di controllo”. Oggi, a tre anni dalla tragedia, l’azienda “Maiale brado e semibrado della Val Norcia” è rinata grazie all’aiuto di cittadini nazionali e internazionali.

Dal nulla varie persone hanno dimostrato vicinanza e alcune di loro hanno pure fatto delle donazioni a nostro favore – racconta l’allevatore umbro -. Il governatore polacco della Varnia-Masuria (voivodato a nord del Paese, ndr) ci ha persino proposto di spostarci da loro dove ci avrebbero garantito una casa e tutti gli spazi verdi necessari per i nostri animali, ma l’Italia è l’Italia e noi volevamo rimanere a casa”.

Sulla vicinanza delle istituzioni, invece, lo sguardo di Fausti cambia e si fa più cupo: “Lo sforzo più grosso che hanno fatto è quello di autorizzare un’ordinanza di demolizione. E qui taccio”. Piano piano il laboratorio sta per essere rimesso in piedi e oggi, anche se molti clienti non ci sono più. L’azienda di Norcia è cresciuta nuovamente. “Se prima vendevamo con le adozioni di maiali dove il cliente comprava l’animale ancora piccolo e ci autofinanziavamo con i soldi ricevuti in anticipo – racconta il 52enne -, oggi vendiamo anche sul nostro sito online, “maialebradodinorcia.com”, ma non lo curiamo troppo perché impegnati a rimettere in piedi le nostre strutture. Per metà luglio dovremmo essere pronti in tutto: avremo un nuovo laboratorio e saremo in regola con tutte le autorizzazioni. Noi non ci siamo mai arresi e oggi, nonostante le difficoltà, ci rialzeremo”.

 

 

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