Capacità di attrazione nei territori periferici

Il rapporto sull'imprenditorialità 2016: formazione e startup

Contributo del professor Donato Iacobucci, coordinatore scientifico della Fondazione Aristide Merloni,

pubblicato sul Corriere Adriatico del 30 ottobre 2019

Nel convegno svolto lo scorso 17 ottobre presso la sede di Confindustria Marche-Nord sui problemi e sulle prospettive dell’industria regionale, Carlo Cottarelli ha ribadito la rilevanza delle infrastrutture di trasporto per la produttività delle imprese e per le potenzialità di sviluppo di un territorio.

Le Marche, come noto, presentano una situazione di relativo svantaggio nella dotazione infrastrutturale rispetto alle altre regioni del centro-nord e questo ha significative conseguenze sulla competitività delle imprese.

Tale situazione di svantaggio è in parte dovuta alla collocazione geografica e alla distribuzione degli insediamenti e in parte alla carenza di investimenti finalizzati a risolvere alcuni delle principali debolezze infrastrutturali, come il collegamento ferroviario verso Roma o i collegamenti aerei.

Fino a qualche anno fa il tema delle infrastrutture di trasporto per le imprese avrebbe concentrato l’attenzione soprattutto sul trasporto merci: si sarebbe parlato di inter-modalità e di tempi e costi per la movimentazione delle merci. Ovviamente il tema dell’efficienza nel trasporto merci rimane rilevante.

Anche per le imprese manifatturiere sta però diventando sempre più importante l’efficienza nella mobilità delle persone. Ciò riflette il progressivo allargamento geografico delle reti di relazione con le quali le imprese acquisiscono prodotti, servizi e conoscenze, essenziali per le attività di produzione e di innovazione.

Con riferimento a questo allargamento, qualcuno ha suggerito di utilizzare il termine “dislarghi” per opposizione al concetto di distretto con il quale per decenni abbiamo caratterizzato l’organizzazione delle attività manifatturiere regionali.

Le imprese hanno sempre più bisogno di assicurare la mobilità dei propri dipendenti non solo per il continuo allargamento dei mercati di sbocco ma anche per le accresciute necessità di interazione con imprese che operano in filiere diverse dalle proprie e in contesti territoriali diversi.

Ciò riflette l’accresciuta rilevanza nei processi innovativi delle tecnologie “general purpose”, come ad esempio le tecnologie dell’informazione e della comunicazione o quelle relative ai nuovi materiali, che non necessariamente sono presenti all’interno dei distretti o nella regione. Inoltre, il valore dei prodotti manifatturieri è sempre più legato a quello dei servizi ad esso connessi (servitization) e ciò incrementa le necessità di relazione con le imprese del terziario avanzato, che non sempre è facile trovare nel proprio ambito territoriale.

Vi è un ulteriore motivo per il quale l’efficienza nella mobilità delle persone sta assumendo una rilevanza sempre maggiore per la competitività delle imprese e dei territori. L’importanza assunta dall’innovazione e dalla servitization nelle produzioni manifatturiere implica che la qualità del capitale umano è diventato un elemento essenziale per la competitività.

Non che il capitale umano non fosse rilevante in passato; cambia, però, la sua natura. Non bastano l’esperienza e la laboriosità; occorrono persone con elevati livelli di formazione e qualificazione e con una buona dotazione di soft skills: proattività, orientamento al risultato, capacità di leadership e lavoro in team, capacità relazionali,ecc.

Attrarre queste persone e, soprattutto, riuscire a trattenerle è diventato uno dei problemi principali per i territori periferici come le Marche; che infatti da diversi anni sperimentano un saldo negativo fra le entrate e le uscite di giovani con elevati livelli di istruzione. Una delle ragioni per questa emigrazione è la mancanza di grandi centri urbani che sono diventati i principali attrattori di capitale umano qualificato.

Non possiamo modificare questa situazione ma possiamo provare a compensarla assicurando maggiore efficienza nei collegamenti verso i principali centri. Se la regione vorrà essere attraente non solo per i turisti e pensionati ma anche per giovani di talento e attività produttive l’efficienza dei collegamenti è fondamentale.