Storia della Fondazione

La Fondazione Aristide Merloni

Profilo storico


 

Agli inizi degli anni Sessanta del Novecento, l’Italia sta vivendo il grande periodo di sviluppo che verrà definito come il “miracolo economico”.

Aristide Merloni, industriale già affermato nel settore delle bombole saldate per gas liquefatto, sente la necessità di porsi a guida dell’industrializzazione di un territorio (l’area interna dell’Appennino Marchigiano), che manifesta ancora ritardi nell’inserirsi nel percorso dello sviluppo economico.

 Occorre tenere presente che all’epoca, le Marche, salvo una piccola parte della provincia di Ascoli Piceno, non erano incluse nei benefici della Cassa del Mezzogiorno, e gli interventi pubblici a sostegno dell’economia produttiva erano scarsi ed episodici; peraltro, l’assenza di un’Istituzione locale – la Regione sarebbe stata creata solo nel 1970- non consentiva la formazione di una politica industriale a dimensione locale.

Nel 1963, nasce quindi la Fondazione Aristide Merloni, con lo scopo istituzionale di sostenere la nascita di nuove imprese nel territorio: dotato di un fondo di dotazione conferito direttamente dalla Famiglia Merloni, il nuovo Istituto opera mediante la concessione di finanziamenti a fondo perduto, partecipazioni al capitale, consulenze tecniche e organizzative, contatti con imprese esterne al fine di promuovere ed attrarre investimenti.

L’iniziativa ha un rapido successo: affiancate validamente dalla Fondazione, si avviano nuove aziende diffuse nell’area di intervento dell’Istituto, con un sensibile contributo allo sviluppo dell’occupazione.  Ma, soprattutto, si comincia a diffondere quello spirito imprenditoriale che trasformerà il profilo economico e sociale del territorio, che, nei decenni successivi, diventerà un polo industriale fra i primi della Regione.

Avvenuto il “decollo” economico, nei primi anni Settanta, la Fondazione considera esaurito il suo ruolo propulsivo e si trasforma gradualmente in istituto di cultura, con lo scopo di studiare e analizzare i processi locali di sviluppo economico e sociale.  Si avviano contatti di stretta collaborazione con la Facoltà di Economia di Ancona, da poco istituita: alcuni esponenti di essa entrano a far parte del Consiglio e danno il loro contributo di esperienza e di professionalità alle iniziative scientifiche della Fondazione.

Negli annali della Fondazione, una pagina importante per questi anni è il Convegno di Ascoli Piceno del 18 settembre 1974,  a cui presero parte esponenti autorevoli esponenti della cultura economica nazionale come Nino Andreatta , e nel quale venne definito il concetto di “via adriatica allo sviluppo” che costituirà il filo conduttore di tutte le ricerche sulle dinamiche delle economie locali.

In quegli stessi anni nasce la Rivista della Fondazione, “Economia Marche”, che continua ad essere pubblicata regolarmente fino ad oggi, raccogliendo autorevoli e originali contributi scientifici e diventando uno dei principali riferimenti per gli studiosi di economia territoriale.

La Fondazione Merloni è attenta anche al rapporto con il mondo della scuola e della formazione: è del 1980 l’avvio di un programma di Borse di Studio, che coinvolge inizialmente 22 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale di Fabriano. 

Nel 1985 viene pubblicata per la prima volta, laClassifica delle Imprese Manifatturiere Marchigiane”: le prime duecento aziende della Regione, analizzate nei loro bilanci e nelle loro prestazioni operative, vengono elencate in una graduatoria accompagnata da un approfondito commento. L’appuntamento annuale con la Presentazione della Classifica diventa, per la nostra Regione, un momento particolarmente atteso di confronto e di dibattito.

 

Il crescente attivismo e il prestigioso ruolo assunti dalla Fondazione portano, nel 1988, al suo riconoscimento di personalità giuridica per Decreto del Presidente della Repubblica, con la denominazione ufficiale di “Istituto per lo Sviluppo Sociale ed Economico”: accanto al Consiglio Direttivo, viene costituito un Comitato Scientifico, formato da autorevoli esponenti della cultura marchigiana e nazionale, cui è attribuito il compito di formulare indicazioni sui programmi di attività.

Nel 1990 viene istituita l’annuale “Lezione di Economia Marche, tenuta presso la Facoltà di Economia di Ancona: si avvicenderanno, alla cattedra, alcuni tra i più importanti esponenti della scienza economica nazionale e internazionale.

Nello stesso periodo inizia la pubblicazione dei “Quaderni”, monografie dedicate a tematiche specifiche, come l’immigrazione, l’innovazione, la competitività, i processi di controllo e le strategie d’impresa. Nel 1991 la Fondazione Aristide Merloni ospita il Convegno di studi sul tema “Uomo e Natura: Armonia e Disarmonia” promosso dal Centro Studi Avellaniti di Fonte Avellana, e partecipa all’organizzazione dell’evento della visita di Papa Giovanni Paolo II in visita alle Industrie Merloni.

Nel 1997 la Fondazione Aristide Merloni è protagonista nella realizzazione dell’evento Centenario della Nascita di Aristide Merloni 1897-1997. Nel 1999 vi è la presentazione dei volumi “La Lunga progressione, i percorsi dell’eredità imprenditoriale di Aristide Merloni” e Aristide Merloni per la sua gente Con Giuseppe De Rita e Corrado Barberis.

Nel 2001 la Lezione di economia Marche verte sul sottosviluppo economico, con il Prof. Paolo Sylos Labini, mentre nel 2003 si parla di Unione Europea e dei profili economici della nuova Costituzione comunitaria con il Prof. Alberto Quadrio Curzio.
Vengono anche realizzate indagini di comportamento sulla società locale, come ad esempio quella svolta sul territorio di Fabriano nel 2007.
Sempre nel 2007, con lo scopo di ampliare la sua presenza sul territorio regionale, la Fondazione inaugura la nuova sede in Ancona, capoluogo della regione Marche, affiancandola alla Sede storica di Fabriano.

Tra le iniziative del primo decennio del nuovo secolo, vanno menzionate la ricerca sulle “tipicità dei piccoli comuni delle Marche” svolta sui centri con una popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, e la pubblicazione di una ricerca documentale sulle attività di Nino Andreatta promossa e affidata alla Fondazione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Agli inizi del 2010 viene presentato il volume “Testimoniare lo sviluppo”: frutto di una lunga e accurata ricerca di archivio, il lavoro ripercorre i primi quaranta anni della Fondazione Aristide Merloni. Per i suoi continui riferimenti alle vicende delle Industrie Merloni e a quelle della politica regionale e nazionale, il libro rappresenta anche un contribuito importante alla storia economica e sociale delle Marche.

 

La Fondazione Aristide Merloni si è altresì caratterizzata negli ultimi anni per un rilevante impegno nel settore della cultura approfondendo il ruolo che questa riveste nelle dinamiche di sviluppo dei territori.

Il suo impegno sinora si è concentrato su quattro rilevanti fronti. Il primo è il sostegno alla manifestazione Poiesis, un importante festival di poesia, arte, musica e cinema che ha di fatto riportato Fabriano all’attenzione del panorama culturale nazionale.

Il secondo ha riguardato la promozione ed organizzazione del corso di formazione “Le Officine UNESCO della cultura e dell’impresa” un progetto che ha tratto le sue origini dalla radice culturale e imprenditoriale del territorio fabrianese e che ha perseguito l’obiettivo della formazione di nuove figure professionali/imprenditoriali in rami di attività qualificati, creativi e tecnologicamente avanzati, che ruotano attorno al “prodotto carta”.

Il terzo è stato l’impegno per un progetto innovativo denominato “La casa delle arti – animazione culturale e turistica”, realizzato in partenariato con soggetti pubblici e privati che ha avuto come obiettivo la valorizzazione del complesso monumentale del San Benedetto, antico edificio del XIII sec, trasformato in un vero e proprio centro di produzione e animazione artistica.

Il quarto, infine, è stato – ed è tuttora – lo sforzo più rilevante attorno al percorso che ha condotto al riconoscimento di Fabriano quale città appartenente al Network delle Città Creative UNESCO.

Riconoscimento avvenuto nell’ottobre del 2013, celebrato e sancito dai Fabriano Forum UNESCO edizione 2014 ed edizione 2015, cui sono intervenute a Fabriano varie delegazioni di Città Creative UNESCO, quali Bologna, Città della Musica, Torino, Città del Design, Roma, Città del Cinema, Kanazawa ( Giappone), Icheon ( Sud Corea), Hangzhou (Cina), Jingdezhen (Cina), Santa Fe, Paducah (USA), Jacmel ( Haiti), Città Creative dell’Artigianato e Tradizioni Popolari, Saint Etienne ( Francia) per Design, Enghien Les Bains (Francia) per Media Arts, Zahlè (Libano) per la Gastronomia.

Nel 2016 a Fabriano, è stato istituito e costituito il Coordinamento Nazionale delle Città Creative UNESCO Italiane: Fabriano, Bologna, Torino, Roma, Parma, e ora con le nuove nomine anche Pesaro, Alba, Milano e Carrara. Il Network Città Creative UNESCO vanta ora 180 città, per 72 Paesi e 5 continenti. Fabriano lo scorso giugno 2017, durante l’Annual Meeting di Enghien Les Bains, è stata designata ad ospitare l’Annual Meeting edizione 2019, il Meeting annuale del Network Creative Cities UNESCO.

 

Nel 2016 è stato rinnovato, nell’ambito del meeting di Portonovo, il Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni: Presidente del Comitato è Enrico Letta, membri del Comitato sono Joaquín Almunia, Commissario Europeo per la Concorrenza dal 2010 al 2014, Maria Chiara Carrozza, Professore Universitario di bioningegneria industriale, Ferruccio de Bortoli, Presidente della Casa Editrice Longanesi, Andrea Gavosto di Fondazione Giovanni Agnelli, Luigi Gubitosi, Commissario Straordinario Alitalia, Daniel Gros del Centre for European Policy Studies (CEPS), Chen Zhimin della Fudan University of Shanghai, Sultan El Mansoori Ministro dell’Economia del governo degli EAU e Giovanni Gorno Tempini, Presidente della Fondazione Ente Fiera di Milano‬.

 

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 ottobre 2016, pubblicato in gazzetta Ufficiale N. 268 del 16 novembre 2016,  e successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  del 31 ottobre del 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale N. 290 del 13 dicembre 2016 la Fondazione Aristide Merloni – per lo sviluppo sociale ed economico – è stata inclusa nell’Elenco presso il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca quale Ente che svolge e promuove istituzionalmente attività di  ricerca scientifica.

Brochure della Fondazione Aristide Merloni
dal 1963 al servizio del territorio

 


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Rispettiamo il passato


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Guardiamo al futuro